Amazzonia: come riportare alla fede giovani sbandati

Intervista a padre Piero Belcredi, missionario del Pime nella diocesi brasiliana di Parintins

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di padre Piero Gheddo, del Pime

ROMA, martedì, 11 dicembre 2012 (ZENIT.org) - Padre Pietro Belcredi, missionario del Pime in Amazzonia brasiliana dal 2006, è nella diocesi di Parintins (fondata dai missionari del Pime nel 1955) e parrocchia di Barreirinha, sul Rio delle Amazzoni a 900 km da Belem e 250 da Manaos, nello stato brasiliano di Amazonas. L’ho intervistato il 26 novembre 2012 a Milano. Sta ripartendo per la sua missione dopo alcuni mesi di cure medico­-chirurgiche e di vacanza. Racconta la sua partecipazione alla “guerra per le terre” nella riserva degli indios Sateré-Mawé, che un italo-brasiliano del Sud Brasile ha acquistato presso il governo di Brasilia per tagliare la foresta e fare piantagioni di soia (Vedi il Blog del 30 novembre su “www.missionline.org”)! Poi padre Pedro parla della sua parrocchia e delle meraviglie che lo Spirito Santo compie anche nel nostro tempo. 

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Raccontaci della tua parrocchia...

Il Pime è a Barreirinha dal 1956, prima non c’era un prete residente, ma missionari itineranti che battezzavano tutti. La mia “parrocchia” ha un diametro di 100 km. Da un’estremista all’altra ci metto 7 ore in barca a motore. Poi incomincia l’area indigena, che però è affidata a don Rivaldo, diocesano che abita con me ma è sempre in giro tra gli indios.

Quando sono entrato a Barreirinha nel 2006, i giovani formavano delle gang, con lotte fra l’una e l’altra a colpi di bastone, da ammazzarsi. Cosa debbo fare? A Parintins c’era un prete locale, padre Dilson, che seguiva i giovani e aveva impostato i suoi incontri sul metodo carismatico. Insisteva molto sul Kerigma, il primo annunzio del Vangelo, quello che ha fatto San Pietro a Gerusalemme quando si sono convertite tremila persone. Il primo incontro è la conversione a Cristo. Bisogna portare  la persona a fare un’esperienza di Dio, di Gesù Cristo nella propria vita, in modo intellettuale ma anche emozionale, affettivo, che prende tutta la vita. La fede non è solo credere nelle Verità del Credo, ma l’incontro di amore con una Persona divina, Gesù Cristo.

Io ho provato a fare questo primo annunzio. Mi sono fatto aiutare da don Dilson, che aveva un carattere difficile ma con un notevole carisma, e ho saputo che nelle parrocchie dov’era stato c’erano giovani che seguivano la sua linea anche dopo che lui se ne era andato. Il Signore mi ha aiutato. Ho seguito il suo metodo e ho avuto risultati quasi incredibili.

Nel mio primo corso è venuta una ragazza che era la fidanzata del capo di una delle due bande giovanili che terrorizzavano Barreirinha con furti, scontri, prepotenze. Questa ragazza è rimasta colpita e ha portato con sé il capobanda con cinque o sei giovani che avevano delle facce da far spavento. Sono pieni di forza e di ambizioni, in una situazione in cui non hanno nessuna possibilità. Non c’è lavoro se non quello agricolo e la pesca, vanno anche a scuola ma non hanno sbocchi lavorativi, le loro povere famiglie non possono offrire altro che la sopravvivenza. Uomini ormai di 18-20 anni condannati a diventare dei criminali se non li fermi subito. L’annunzio di Cristo a questi cari giovani, se preghi e poi te li porti assieme in visite e aiuti ai poveri che hanno bisogno di tutto, ottiene buoni risultati.

Cosa facevano nella vita questi giovani?

Padre Piero Belcredi: Erano studenti per modo di dire, ma ne facevano di tutti i colori. Se uno veniva preso e portato in prigione, era fiero di questo, si faceva vedere grande, come uno che era degno di andare in galera. Questo capobanda lo diceva lui stesso quel che avevano fatto e si vantava di essere stato in prigione pochi giorni o mesi. Finito il corso carismatico, io pensavo: chissà cosa faranno adesso! Invece hanno dato una testimonianza meravigliosa. Finalmente avevano capito che cosa è la vita, che Dio c’è davvero, che Dio li aiuta, che Dio perdona e vuol bene a tutti. Insomma, hanno cominciato a venire in chiesa ad aiutarmi, a uno che è appassionato di musica e canta bene, ho insegnato a suonare e adesso è il mio organista.

L’altro gruppo di giovinastri, visto cosa facevano questi loro “nemici”, dopo un po’ è  venuto a parlarmi. Lo chiamavano “Mau Mau”, faceva quasi paura solo al vederlo, ma era un ragazzone cresciuto senza famiglia, senza valori e senza fede, faceva pena e anche tenerezza. Viene con i capelli lunghi  e l’aria strafottente, accompagnato anche lui dalla sua guardia del corpo! Gli ho parlato da uomo a uomo dicendogli la verità sulla sua vita, in uno spirito fraterno e rispettoso. I miracoli dello Spirito Santo sono davvero grandiosi. Pensa che qualche mese dopo mi son visto in chiesa, nel primo banco,  i due capi banda che prima si odiavano, adesso erano lì tutti e due a pregare e ascoltare le mie prediche! Dimmi tu se questo non è un miracolo della grazia di Dio.

Questi capi banda sono pieni di qualità, intelligenti, carismatici anche loro e a modo loro, sanno comandare, sono forti, furbi, e via dicendo. Non avendo ricevuto nessun ideale nella famiglia e nella società, usano questi doni di Dio per affermare se stessi facendo i prepotenti e opere di male. Se tu gli presenti Gesù Cristo come il loro eroe da seguire, amare, imitare e se la grazia di Dio gli tocca il cuore, diventano a poco a poco bravi cristiani. Sono riuscito a far finire questi gruppi di malviventi, riportando all’ordine e alla società cari giovani che si erano persi. Ma non solo. Da questi corsi carismatici sono passate finora circa 2500 persone. Non tutte hanno reagito bene allo stesso modo. Ma nei gruppi e nelle comunità sul territorio anche nell’interno ho molti di questi che vivono l’ideale cristiano attraverso il metodo carismatico e che in genere hanno assorbito e vivono l’ideale cristiano.

Come sono questi corsi?

Padre Piero Belcredi: Il primo si chiama Nova Vida ed è il Kerigma, il primo annunzio di Cristo, l’esperienza e l’amore di Dio nella nostra vita, cosa vuol dire amare Dio, pregare, amare e imitare Gesù Cristo e cambiare vita. Debbo dirti che entrare in questo aspetto intimo della fede ha convertito anche me. Infatti non puoi predicare la conversione a Cristo, se non ti converti anche tu. Per parlare con entusiasmo e commozione di Gesù Cristo, devi crederci davvero anche tu. Il secondo incontro è sulla Parola di Dio, il Vangelo, la Bibbia, che diventa il Libro che tutti debbono avere. La spesa mia più grossa è di comperare una Bibbia per tutti. Io vendo le Bibbie, non le do gratis, eccetto a chi proprio non può pagare. Gli altri le pagano. La Bibbia costa sui 15 Euro. Loro ci tengono, mettono poi la Bibbia in un luogo riservato, nobile della famiglia, la leggono, la portano in giro. Diventa il loro riferimento nella vita. Poi in questo secondo corso si parla della Comunità dei seguaci di Cristo, cioè della Chiesa.

Questi i due corsi indispensabili e fondamentali. Poi ci sono i corsi specifici, il fidanzamento, il matrimonio, l’onestà nella società, nella scuola e nel lavoro. La finalità è di formare evangelizzatori. Oggi io ho nelle comunità i “predicatori” che predicano, fanno l’omelia sul Vangelo. Quando ne ho bisogno vengono a predicare e a enere dei corsi nella parrocchia a Barreirinha. Il prete non può vivere e lavorare bene se non ha decine di questi laici e laiche ben preparati e animati.

Tu vieni dall’Amazzonia e prima sei stato 17 anni missionario in Africa (Guinea Bissau). Cosa pensi che le giovani Chiese possano insegnare a noi sacerdoti delle Chiese antiche?

Padre Piero Belcredi: Dalle mie parti, l’Oltre Po pavese, ci sono già giovani preti africani, indiani e altri, che fanno benissimo. La tentazione dell’imborghesimento c’è per tutti, ma dobbiamo reagire pregando e facendo una vita austera e dedicata a Dio. O uno accetta davvero un rapporto intimo con Cristo, dedicandosi totalmente all’apostolato per portare tutti a Gesù, oppure cadi nel borghesismo e nel cercare i soldi per star bene e sempre meglio.

[Una prima intervista con padre Belcredi è stata pubblicata domenica 2 dicembre ]