Anche il governo spagnolo contro il libro di Costanza Miriano

Il ministro della Sanità, Ana Mato, invoca il ritiro dal commercio di "Casate y sé sumisa"

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 684 hits

Contro il libro di Costanza Miriano è arrivata una presa di posizione molto netta da parte del governo spagnolo. Dopo la mozione trasversale con cui il parlamento di Madrid aveva chiesto il ritiro dal commercio di Casate y sé sumisa (traduzione di Sposati e sii sottomessa, primo fortunato saggio della giornalista, scrittrice e blogger), anche il Ministro della Sanità, dei Servizi Sociali e dell’Uguaglianza, Ana Mato, ne ha chiesto la censura.

Secondo quanto riferito dal sito web di El Mundo, il ministro Mato avrebbe sollecitato l’Arcivescovado di Granada, editore di Casate y sé sumisa, il ritiro del commercio del libro, sottolineando che il titolo non è condivisibile dalla “maggioranza della società”.

“Non condivido assolutamente il titolo, né il contenuto, così ho chiesto che il libro venga ritirato, credo che sia del tutto inopportuno e che sia una mancanza di rispetto per le donne”, ha affermato la Mato, intervenendo in un intervista alla TVE in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.

Al momento, ha precisato il Ministro, non è arrivata ancora alcuna risposta alla richiesta di censura.

Sempre secondo El Mundo, una richiesta di ritiro del commercio di Casate y sé sumisa è giunta un paio di settimane fa all’arcivescovado di Granada, da Carmen Plaza, direttrice dell’Instituto de la Mujer, poiché il libro non rispetterebbe i valori di uguaglianza che qualunque istituzione pubblica dovrebbe difendere.

Anche la Giunta dell’Andalusia e il Partito Popolare andaluso avevano chiesto il ritiro dal commercio del libro, tuttavia, per il momento, l’arcivescovado di Granada ha dichiarato di non vedere alcuna ragione per la quale l’editore Nuevo Inicio, che dipende dalla diocesi, dovrebbe sospendere la diffusione dell’opera.

“Vorrei che si levassero voci autorevoli – ha dichiarato a ZENIT Costanza Miriano - non tanto in difesa del mio libro o della mia persona, quanto della libertà di espressione”.

La scrittrice ha poi sottolineato quanto l’“antropologia cristiana” e la libera manifestazione del suo pensiero siano discriminati, nonostante il cristianesimo sia per natura tollerante e non censorio verso le opinioni ad esso contrarie.

“Oltretutto in certe librerie circolano pubblicazioni sostanzialmente pornografiche, da vergognarmi di entrarci con i miei figli”, ha proseguito la Miriano.

Ciononostante molta editoria libertina sembra davvero avere vita più facile di un “libro che celebra la felicità familiare. Forse chi lo attacca non vuole ammettere il fallimento nella propria vita personale?”, ha aggiunto.

Commentando la vicenda sul suo profilo Facebook, la Miriano ha scritto: "Noi cristiani viviamo in un posto allegro, pulito, ordinato, dove tutto ha un senso. E se gli altri vivono in modo triste, sporco, disordinato e insensato non è che ci arrabbiamo: piuttosto dispiace per loro. Per questo noi non chiediamo la censura di pornografia, o libri sadomaso. Semplicemente non li leggiamo".