«Andate!»: pronti per lo start up della Pastorale Giovanile della diocesi di Torino

L'incontro sabato 14 settembre nell'ambito della 47° Settimana Sociale dei cattolici italiani

Torino, (Zenit.org) Giorgia Innocenti | 372 hits

In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà. Con questo motto, tratto dal pensiero del teologo olandese Erasmo da Rotterdam (27 ottobre 1469 - 12 luglio 1536), la Pastorale Giovanile della diocesi di Torino affronterà il tema “Giovani e Lavoro” durante la Settimana sociale, in programma dal 12 al 15 settembre a Torino.

Per l’occasione ZENIT ha incontrato il direttore dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile, don Luca Ramello.

Come si inserisce la pastorale giovanile  nel programma della settimana sociale e che cos’è lo Start-up “Andate!”?

Don Luca Ramello: La pastorale giovanile partecipa alla Settimana Sociale attraverso la presa in carico di un ambito specifico. Tra i vari temi affrontati: il rapporto tra giovani e lavoro. In particolare si affronta il problema: che cosa vuol dire essere giovani oggi? Questo è un tema affrontato nel sinodo dei giovani che il vescovo ha indetto l’anno scorso per questo anno.

Chiedersi “chi sono i giovani” significa affrontare un problema innanzitutto culturale; la disarticolazione delle età della vita, che si ripercuote sul discorso pastorale e sul fatto che oggi non è possibile, come negli anni ‘70, circoscrivere un generazione di giovani, è un problema educativo, come ha affermato Papa Benedetto XVI.

Per quanto riguarda l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, ci sarà una casetta in Piazza Castello insieme alle altre previste. Per tutta la Settimana Sociale, sarà aperto uno stand che proporrà un’accoglienza e un saluto a chi vi si accosterà, il suggerimento di un percorso su questo tema,  e una riflessione verbale o scritta, o attraverso un piccolo video su una frase di Erasmo da Rotterdam: In ogni attività la passione toglie gran parte della difficoltà. Che cosa vuol dire essere appassionati rispetto alla vita e al lavoro?

La terza colonna del sinodo è proprio una riflessione sul termine “Passione”. Leggere la “Passione” in questa prospettiva pastorale per la vita e per il lavoro, che non è solo il lavoro in quanto tale, è il costruire la propria storia, costruire la persona. Quanto, poi, questo sentimento può essere in relazione con la passione di Cristo, che è poi il cuore della nostra passione? Il terzo aspetto è poi l’offerta di contatti, di percorsi per continuare l’eventuale incontro che è nato…

D’altra parte, vicino alle Porte Palatine, dalle 18 alle 21, si vogliono richiamare le delegazioni diocesane e la città a questo incontro. Il far partire insieme Start up e settimana sociale vuol dare vigore ad entrambi le iniziative.

Perché si è scelta come slogan la frase “Andate anche voi nella Vigna”?

Don Luca Ramello: Lo slogan è nato con l’Arcivescovo sull’aereo per Rio, perché il tema della Gmg era Andate e fate discepoli tutti i popoli, e lo stesso Papa Francesco e la Cei hanno usato l’espressione “Andate”.

Un primo riferimento è quello di “andare” in un senso missionario, soprattutto nelle periferie! L’altro riferimento, è al secondo anno del Sinodo che propone l’immagine la vite e i tralci (cfr. Gv 15). Ma siccome lo scorso anno era più incentrato sull’aspetto cristologico della fede, quest’anno avrà più un taglio ecclesiologico, di riflessione sulla pastorale della Chiesa e sull’educazione. Ecco quindi la vigna, come momento di immagine della vite, nel senso: “Coinvolgetevi anche voi nella vigna”.

Un terzo riferimento: nella parabola della vigna la gente è chiamata a tutte le ore. C’è anche l’invito, a chi non si fosse ancora messo in gioco, a lavorare. Si riferisce anche, come dirà il vescovo nel suo messaggio, a coloro che sono “oziosi”: molti giovani non sono stimolati, non sono appassionati, allora andate laddove ci siano persone che possano essere coinvolte.

Perché la denominazione Start up?

Don Luca Ramello: Start up perché dà l’idea della partenza, dell’accendere e del ripartire, perché ha una caratteristica particolare: si chiamano a raccolta tutte le associazioni, i movimenti, le realtà che hanno un servizio educativo in diocesi. In modo tale che si dà anche l’idea di  coralità e di ricchezza della nostra diocesi. Start up è riaccendere questa passione partendo dalle realtà.

Altri appuntamenti in programma per i giovani torinesi?

Don Luca Ramello: Ci sarà una settimana di studio sul tema “giovani e oratorio”, alla luce della nota pastorale, dove si cercherà di mettere a tema una scommessa. Di fatto ora i giovani non sono così tanto presenti nei nostri oratori. Poi ci sarà “sale in zucca” per pregare nella notte dei Santi, e altre iniziative interessanti…