Angelus nella solennità dei Santi Pietro e Paolo

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 1° luglio 2007 (ZENIT.org).- Pubblichiamo le parole pronunciate questo venerdì, solennità dei Santi Pietro e Paolo, da Benedetto XVI in occasione della recita dell’Angelus al termine della Messa per l’imposizione del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti.



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Cari fratelli e sorelle!

Si è da poco conclusa nella Basilica Vaticana la Celebrazione eucaristica - sono un po’ in ritardo, chiedo scusa - in onore dei santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni di Roma e "colonne" della Chiesa universale. Come ogni anno, per questa solenne circostanza sono convenuti a Roma gli Arcivescovi Metropoliti che ho nominato durante l’ultimo anno ed ai quali ho imposto il Pallio, insegna liturgica che esprime il vincolo di comunione che li lega al Successore di Pietro. Ai cari Fratelli Metropoliti rinnovo il mio saluto più cordiale, invitando tutti a pregare per loro e per le Comunità affidate alle loro cure pastorali. Inoltre, in occasione dell’odierna Solennità la Chiesa di Roma e il suo Vescovo hanno, anche quest’anno, la gioia di ospitare la Delegazione inviata dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. Ai venerati Fratelli che compongono la Delegazione rinnovo il mio più cordiale saluto, saluto che, attraverso di loro, dirigo con affetto a Sua Santità Bartolomeo I.

La festa degli Apostoli Pietro e Paolo ci invita, in modo tutto particolare, a pregare intensamente e ad agire con convinzione per la causa dell’unità di tutti i discepoli di Cristo. L’Oriente e l’Occidente cristiani sono molto vicini tra loro, e possono già contare su una comunione quasi piena, come ricorda il Concilio Vaticano II, faro che guida i passi del cammino ecumenico. I nostri incontri, le visite reciproche, i dialoghi in corso non sono dunque dei semplici gesti di cortesia, o tentativi per giungere a compromessi, ma il segno di una comune volontà di fare il possibile perché quanto prima possiamo giungere a quella piena comunione implorata da Cristo nella sua preghiera al Padre dopo l’Ultima Cena: "ut unum sint". Tra queste iniziative si colloca anche l’"Anno Paolino", che ho voluto annunciare ieri sera, nella Basilica di san Paolo fuori le Mura, proprio presso la tomba dell’Apostolo Paolo. Si tratta di un anno giubilare a lui dedicato, che avrà inizio il 28 giugno del 2008 e si concluderà il 29 giugno del 2009, in coincidenza con il bimillenario della sua nascita. Auspico che le varie manifestazioni che saranno organizzate contribuiscano a rinnovare il nostro entusiasmo missionario e a rendere più intense le relazioni con i nostri fratelli d’Oriente e con gli altri cristiani che, come noi, venerano l’Apostolo delle genti.

Ci rivolgiamo ora alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli. Per la sua materna intercessione, il Signore conceda alla Chiesa che è in Roma e nel mondo intero di essere sempre fedele al Vangelo, al cui servizio i santi Pietro e Paolo hanno consacrato la loro vita.

[Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato i presenti in varie lingue. In italiano ha detto:]

Nella festa dei Santi Patroni di Roma, rivolgo uno speciale augurio di pace e di cristiana prosperità a questa Città e a tutti coloro che vi abitano. Incoraggio in modo particolare i fedeli a comportarsi sempre in maniera degna del Vangelo, per essere "lievito" in ogni ambiente di vita, proprio nel mondo di oggi.

In questa importante ricorrenza sono inoltre lieto di annunciare che, accogliendo l’invito dell’Arcivescovo, Card. Crescenzio Sepe, domenica 21 ottobre prossimo mi recherò in visita pastorale a Napoli. Saluto già oggi con affetto la cara comunità napoletana, che invito a preparare l’incontro nella preghiera e nella carità operosa.

Infine saluto cordialmente i pellegrini di lingua italiana. La sosta presso le tombe degli Apostoli rafforzi in tutti la fede e dia slancio alla testimonianza evangelica. Buona festa a voi tutti!

[© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana]