Annunciare il Vangelo non è un "affare di pochi"

Durante l'Udienza Generale, papa Francesco ricorda che la Chiesa è "cattolica" in quanto universale: essa è la "Casa dell'armonia" dove la varietà e la diversità arricchiscono tutti

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 699 hits

Una, santa, cattolica”: queste tre parole del Credo, ripetute dai fedeli di tutto il mondo, almeno una volta a settimana, durante la messa domenicale, hanno un significato non banale, profondamente significativo e indispensabile da conoscere e da assimilare.

Su questo tema, papa Francesco ha articolato la propria catechesi, durante l’Udienza Generale, tenutasi in piazza San Pietro davanti ad oltre 80mila pellegrini, accorsi nonostante la pioggia fitta e insistente. “Si vede che, oggi, in questa brutta giornata, voi siete stati coraggiosi: complimenti!”, ha detto loro il Papa.

L’aggettivo “cattolico”, ha spiegato il Pontefice, deriva dal greco “kath’olon”, che vuol dire “secondo il tutto”, ovvero secondo la “totalità”. Questa definizione si addice alla Chiesa per tre motivi fondamentali.

In primo luogo la cattolicità della Chiesa è riferita allo “spazio” che essa offre per annunciare “tutta intera la fede, in cui la salvezza che ci ha portato Cristo, viene offerta a tutti”. È nella Chiesa che il cristiano incontra “la misericordia di Dio”ed è attraverso di essa che Gesù Cristo “dona la vera confessione di fede, la pienezza della vita sacramentale, l’autenticità del ministero ordinato”.

In ciò la Chiesa non è dissimile dalla famiglia, nella quale “a ciascuno di noi è donato tutto ciò che ci permette di crescere, di maturare, di vivere”. Nessuno di noi può crescere da solo, quindi, “ma si cammina e si cresce in una comunità, in una famiglia”, ha aggiunto il Papa.

A tal proposito, Francesco ha posto le sue consuete domande alla coscienza dei fedeli: “come vivo io nella Chiesa?”. Andare in Chiesa, ha osservato, non è come andare “a una partita di calcio” o “al cinema”. E ha aggiunto: “Come accolgo i doni che mi offre, per crescere, per maturare come cristiano? Partecipo alla vita di comunità o mi chiudo nei miei problemi?”.

Il secondo attributo dell’aggettivo “cattolico” è riferito al fatto che la Chiesa è “universale”, in quanto è “sparsa in ogni parte del mondo e annuncia il Vangelo ad ogni uomo e ad ogni donna”. La Chiesa, quindi, non è un”gruppo d’élite”, né ha “chiusure” ma si rivolge alla “totalità delle persone e del genere umano”.

La Chiesa cattolica, dunque, è presente in ogni sua manifestazione, anche nella più piccola, al punto che ogni fedele può dire: “nella mia parrocchia è presente la Chiesa cattolica, perché anch’essa è parte della Chiesa universale”, ha detto il Santo Padre.

Al tempo stesso, però, la Chiesa “non è solo all’ombra del nostro campanile, ma abbraccia una vastità di genti, di popoli che professano la stessa fede, si nutrono della stessa Eucaristia, sono serviti dagli stessi Pastori”.

Ogni cattolico deve sentirsi “in comunione con tutte le comunità cattoliche piccole o grandi del mondo” ed ogni comunità deve aprire le proprie porte ed “uscire per il Vangelo”. Annunciare e testimoniare la fede, in particolare, “la gioia di incontrare il Signore”, non è “un affare di pochi” ma riguarda “ciascuno di noi”, ha ricordato il Papa.

La Chiesa è cattolica, infine, perché è la “Casa dell’armonia, dove unità e diversità sanno coniugarsi per essere ricchezza”. Un po’ come avviene in una sinfonia, dove i vari strumenti, pur mantenendo ognuno il proprio suono specifico e il proprio “timbro inconfondibile”, riescono ad accordarsi su un motivo comune e in cui la peculiarità di ogni strumentista viene valorizzata al massimo.

La grande varietà esistente tra i membri della Chiesa “non entra in conflitto”, né “si contrappone” ma “si lascia fondere in armonia dallo Spirito Santo”, che è “lui stesso l’armonia”.

L’armonia nella Chiesa si raggiunge nell’accoglienza di “una diversità che non entra in conflitto” e “non si contrappone” ma è di arricchimento per tutti, mentre, al contrario, “l’uniformità uccide la vita”. Altro nemico dell’armonia nella Chiesa sono le “chiacchiere”, fonte di litigio nelle parrocchie e in tutti i luoghi ecclesiali.

In conclusione, Papa Francesco ha elevato la propria preghiera allo spirito Santo, “che è proprio l'autore di questa unità nella varietà, di questa armonia, perché ci renda sempre più "cattolici", cioè in questa Chiesa che è cattolica e universale!”.