"Anticipatori di tempi migliori"

Mons. Mariano Crociata esorta la Coldiretti a superare le difficoltà che hanno colpito il settore agricolo, ringraziando per il lavoro svolto finora

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di S.E. mons. Mariano Crociata,
Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana

ROMA, giovedì, 5 luglio 2012 (ZENIT.org) - Sono particolarmente contento di ritornare in mezzo voi, in occasione di questa Assemblea nazionale: saluto i rappresentanti delle Istituzioni, la cui presenza già dice l’attenzione che il Paese nutre nei confronti del mondo agricolo; esprimo il mio apprezzamento al vostro Presidente, Sergio Marini, e ai Consulenti ecclesiastici, che accompagnano da vicino il cammino della vostra Organizzazione; rivolgo, quindi, il mio pensiero cordiale e solidale a tutti voi, espressione cara dei coltivatori delle campagne delle regioni e delle province dell’Italia intera.

«La perdurante crisi economico-finanziaria, con le conseguenti incognite, pone gli imprenditori agricoli e ittici di fronte a sfide inedite e certamente difficili, che voi siete chiamati ad affrontare da cristiani, coltivando un rinnovato e profondo senso di responsabilità, dando prova di solidarietà e di condivisione».

In queste parole, rivoltevi soltanto pochi giorni fa dal Santo Padre, non stento a fare mio e a rilanciare con fiducia, rispettivamente un appello e un riconoscimento. L’appello riporta ai valori essenziali, alle stesse radici di fede, a cui – al di là di ogni sterile retorica – la Coldiretti si è sempre richiamata, quale identità che ha saputo custodire e far germogliare, operando «alla luce del Vangelo della carità e nel solco del Magistero sociale della Chiesa».

Del resto, la vita della persona come della società diventa buona nella misura in cui assume quegli aspetti nobili e qualificanti, sottolineati da Papa Benedetto, che rinviano al senso del dovere, alla capacità di condivisione e di sacrificio, alla solidarietà, all’osservanza delle giuste esigenze del riposo e della rigenerazione corporale e più ancora spirituale (cf. Discorso ai partecipanti all’Assemblea Nazionale della Confederazione nazionale Coldiretti, 22 giugno 2012).

Dall’appartenenza a tale orizzonte passano le condizioni per la stessa riscossa rispetto ad una crisi che – se si manifesta con evidenza sotto il profilo economico – non da meno affonda in un profondo disorientamento morale, che ha portato ad anteporre al bene comune esigenze e interessi individuali o, comunque, di parte.

Insieme all’appello, dicevo, il riconoscimento per l’opera educativa e sociale che portate avanti con generosità. Ne ravviso i riflessi già in alcuni fatti di cronaca, che meritano di essere perlomeno accennati. Penso alle iniziative che vi vedono a fianco delle popolazioni dell’Emilia e della Lombardia provate dal terremoto. A titolo d’esempio, un plauso alla dedizione di quanti si sono spesi per il recupero delle forme di grana nei magazzini distrutti dal sisma, come a quanti – in forme diverse – si spendono al fine di far ripartire l’economia della zona.

Ancora. La manovra del Governo, in questo momento di seria difficoltà per l’assetto finanziario del Paese, non ha potuto risparmiare nuove imposte anche al settore agricolo. Lungo questa strada, certamente irta e problematica, avete saputo unire le ragioni della difesa di legittime agevolazioni del settore primario con la disponibilità a contribuire direttamente al superamento di una situazione che sta mettendo tutti a dura prova. L’attività di concertazione e, quindi, di condivisione delle difficoltà, costituisce un elemento di coesione sociale non secondario.

Altro aspetto  significativo concerne il fronte occupazionale: penso ai nostri giovani, come a tanti immigrati, che anche grazie alla vostra opera si sono inseriti in agricoltura. Oggi sono – oggi siete! – portatori di una cultura attenta alla comunità, attraverso la tutela dell’ambiente e del paesaggio, nonché della salubrità dei prodotti e degli allevamenti, garanzia di qualità e motivo che consente di confidare in una rinnovata accoglienza dei mercati.

Rientra in questa cultura pure la presa di coscienza da parte del mondo agricolo  delle opportunità del progetto Campagna Amica, che rimanda a nuovi rapporti fra chi produce e chi acquista, fra chi educa e chi lavora (dalle fattorie didattiche agli asili nido nelle aziende agricole) e chi richiede assistenza con  l’apertura ai soggetti con problemi di handicap e anziani.

L’augurio con il quale vorrei salutarvi personalmente è che possiate continuare con fiducia e innovazione, investendo nella riscoperta di vecchie produzioni come nelle colture biologiche o integrate, nei servizi prestati e offerti a enti pubblici o privati (penso al verde delle nostre città realizzato con il lavoro delle vostre aziende) come nelle nuove proposte – dalla cosmesi, alle erbe officinali sino a moderni sistemi di trasformazione e commercializzazione – consapevoli che il vostro lavoro già anticipa per il nostro Paese quei tempi migliori che tutti attendiamo.