Anziani di Sant'Egidio a Rebibbia

Si recheranno venerdì pomeriggio nel carcere romano per assistere allo spettacolo teatrale "La Festa"

Roma, (Zenit.org) | 314 hits

Trecento anziani della Comunità di Sant’Egidio assisteranno venerdì pomeriggio nel carcere di Rebibbia allo spettacolo teatrale “La Festa” ideato a diretto da Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito e messo in scena dalla Compagnia del reparto G8 del carcere insieme a venti allievi dell’Accademia Internazionale d’Arte Drammatica, col coordinamento di Fabio Cavalli.

La pièce ricostruisce l’attesa per la festa dei 18 anni della giovane figlia di un armatore che aveva partecipato, bambina, alla traversata atlantica di un grande piroscafo. Quasi reclusi nelle cucine di bordo, i cuochi attendono invano che la bambina, fattasi donna, ricompaia nella loro vita riportando alla luce la freschezza, la serenità e gli affetti della prima traversata: una metafora della reclusione ma anche dei rapporti intergenerazionali.

L’eccezionale pubblico presente nel teatro di Rebibbia è composto da anziani della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da molti quartieri del centro e della periferia e da vari istituti di Roma e provincia. Molti anziani della Comunità di Sant’Egidio da anni intrattengono rapporti epistolari e di amicizia con persone detenute, preparano loro capi di abbigliamento e cibi, e periodicamente li incontrano. La Comunità di Sant’Egidio è presente in 17 carceri italiane, dove svolge attività di assistenza, orientamento, animazione culturale e sociale, monitoraggio dopo l’uscita dal carcere.

In questa circostanza saranno i detenuti ad offrire lo spettacoli in occasione dei 40 anni dell’amicizia della Comunità di Sant’Egidio con gli anziani.

La rappresentazione di venerdì è curata dal Centro Studi intitolato al grande attore Enrico Maria Salerno, scomparso dieci anni fa, che svolge attività di promozione culturale e produzione teatrale e cinematografica, realizzando in particolare iniziative nel teatro del carcere di Rebibbia. E’ dimostrato che il tasso di recidività per chi svolge continuativamente e con impegno tali attività passa da una media del 65% ad una del 6%.