Appello della Comunità di Sant'Egidio per l'Iraq e la Siria

Nel comunicato si chiede alla comunità internazionale di mobilitarsi "per fermare la lenta agonia" delle città colpite dai conflitti

Roma, (Zenit.org) Redazione | 306 hits

La Comunità di Sant'Egidio esprime la più profonda preoccupazione per la situazione drammatica dei cristiani in Siria e in Iraq, che ogni giorno si aggrava con nuove terribili notizie: l'assedio della città di Aleppo dove vive una consistente comunità cristiana sempre più ostaggio dello scontro tra ribelli e forze governative.

"Estremamente preoccupante - prosegue la Comunità - è poi il rapimento delle due cooperanti italiane, Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, avvenuto ad Aleppo, dove si trovavano per portare aiuti medici ed alimentari alla popolazione stremata".

La Comunità di Sant'Egidio fa sua la preoccupazione di Andrea Riccardi, condivisa da migliaia di persone e da tante personalità del mondo della politica e della cultura, che circa un mese fa ha lanciato un forte appello per Aleppo, affinché la comunità internazionale si mobiliti per fermare la lenta agonia di quella città. "Occorre un intervento internazionale per liberare Aleppo dall'assedio - propone Riccardi -. Si devono predisporre corridoi umanitari e rifornimenti per i civili. E si deve trattare ad oltranza la fine dei combattimenti".

In Iraq i jihadisti dell’Isil hanno conquistato Qaraqosh facendo  prigioniere centinaia di giovani donne della minoranza Yazida e mettendo in fuga decine di migliaia di cristiani, molti dei quali già fuggiti da Mosul. La Comunità esprime la sua piena solidarietà al Patriarca caldeo, mons. Louis Raphael Sako, che ha lanciato ieri un appello drammatico per proteggere le migliaia di cristiani in fuga dalla piana di Ninive.

La Comunità di Sant'Egidio intende continuare ad impegnarsi perché crescano "la riflessione, la memoria e soprattutto l'azione concreta a livello internazionale perché si possa porre fine alla gravissima situazione dei cristiani in Siria e in Iraq".