Appello di Mel Gibson a non lasciar morire di inedia Terri Schiavo

| 690 hits

WASHINGTON, lunedì, 14 marzo 2005 (ZENIT.org).- Mel Gibson, attore e regista del film “La Passione di Cristo”, ha manifestato pubblicamente il suo sostegno ai genitori di Terri Schiavo, la donna statunitense che la Giustizia ha condannato a morire di fame e di sete in meno di tre settimane su richiesta di suo marito.



Gibson ha parlato al telefono con Bob Schindler, padre della donna, che si trova attualmente in uno “stato minimo di coscienza” e non in stato vegetativo profondo, poiché in grado di reagire a stimoli esterni, e dopo la conversazione ha inviato un fax alla famiglia con un comunicato pubblico.

Secondo quanto reso noto dal “Christian Wire Service”, nel fax si può leggere come Gibson sostenga “completamente gli sforzi della signora e del signor Schindler per salvare la loro figlia, Terri Schiavo, da una morte crudele per inanizione. Il marito di Terri dovrebbe lasciare la cura di sua moglie ai genitori, perché riceva le cure adeguate”.

Il vescovo Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha affermato che, in base alle informazioni mediche raccolte sul caso, togliere la sonda gastrica a Terri Schiavo costituirebbe un atto di “eutanasia diretta” (cfr. “Appello straordinario della Pontificia Accademia per la Vita in favore di Terri Schiavo”, ZENIT, 13 marzo 2005).

Il tubo che alimenta Terri Schiavo, che vive in Florida, dovrebbe essere staccato il 18 marzo.

Robert Herring, uomo d’affari e fondatore del network via cavo di San Diego “WealthTV”, lo scorso venerdì ha affermato che avrebbe pagato un milione di dollari al marito della Schiavo, Michael, qualora egli avesse ceduto ai signori Schindler il diritto di scegliere il trattamento medico per la moglie. Michael Schiavo ha in seguito rifiutato questa offerta.

Nel frattempo, il Dipartimento per i Bambini e la Famiglie dello Stato della Florida si è detto deciso ad intervenire per indagare sull’ipotesi di abuso e negligenza da parte del marito della Schiavo.