Aprirsi al dono della vita e rinsaldare i legami di affetto e i vincoli di unione

Lettera augurale per le feste natalizie di mons. Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, sabato, 15 dicembre 2012 (ZENIT.org).- Con l’indicazione specifica che va letta nel corso delle celebrazioni eucaristiche sia di questa sera e sia soprattutto di domani, terza domenica di Avvento,Mons. Giuseppe Fiorini Morosini ha inviato a tutti i sacerdoti della sua diocesi una lettera che ha come obiettivo comunicare a tutti i fedeli i suoi auguri per le prossime feste natalizie, nel corso delle quali possano compiersi le speranze, che sono coltivate nell’animo in questo momento di crisi difficile per tutti.

Riconoscimento iniziale nella lettera è che «il Natale è per eccellenza la festa della famiglia. Molti parenti tornano dai luoghi di emigrazione per ricongiungersi ai propri familiari. Segno che non si vuole rinunciare alla tradizione di vedere la famiglia riunita per rinsaldare i legami di affetto e i vincoli di unione, per condividere la gioia di vedere i piccoli che crescono e i giovani che si vanno facendo strada nella vita». Di conseguenza, ed è un’espressione di notevole carica affettiva, il Vescovo augura che sia possibile «rinnovare anche quest’anno la gioia di stare assieme attorno al tavolo della festa: benedette tavolate di un tempo che rinsaldavano i legami familiari, spronavano alla condivisione, aprivano il cuore alla speranza!».

Con la consapevolezza che tante famiglie resteranno divise per via delle separazioni tra i genitori e per situazioni carcerarie, Mons. Fiorini Morosini intende esplicitamente «incoraggiare i separati a ritornare, se possibile, sui propri passi e, guardando i figli, chiarire dove c’è da chiarire, perdonare dove c’è da perdonare, facendo ogni sforzo per ritornare a vivere assieme per il bene dei figli». E facendo un accenno specifico alle famiglie di carcerati augura loro «serenità e amore. La sofferenza di un Natale vissuto in questo modo deve ricordare che la legalità è sempre fonte di gioia, di pace, di serenità».

Proponendo di evidenziare la riscoperta dei grandi valori cristiani del matrimonio e della famiglia in una visione scristianizzata, che si sta imponendo sul territorio della Locride attraverso i media, e che va lentamente distruggendo i valori di un tempo, esorta in questo anno della fede al coraggio di «andare controcorrente rispetto al modo con il quale una mentalità laica e scristianizzata pensa la famiglia».

In realtà, come Mons. Fiorini Morosini dichiara con estrema chiarezza, la famiglia «è l’unione di un uomo e una donna, benedetta da Dio con il sacramento del matrimonio e riconosciuta dallo Stato come cellula fondamentale della sua stessa stabilità. Non lasciatevi ammaliare dal miraggio della convivenza e delle coppie di fatto. Le libere unioni di affetto tra le persone, anche dello stesso sesso, possono e debbono aver riconosciuti i loro diritti civili, senza che si pretenda che esse assurgano alla dignità di matrimonio e di famiglia». Ciò vuol dire che è fortemente evidente l’impegno dei cristiani di sostenere «la stabilità del matrimonio, per la serenità della famiglia e soprattutto per il bene dei figli, mentre purtroppo le conseguenze deleterie del divorzio, sia per la famiglia che per i figli, sono sotto gli occhi di tutti». Ed è notevolmente importante che i coniugi cristiani siano maggiormente «aperti al dialogo, alla pazienza, al perdono e alla riconciliazione reciproca, scongiurando i divorzi e le separazioni».

Molto significativo è l’invito agli sposi di aprirsi al dono della vita con più fiducia nella Provvidenza. Purtroppo, e lo afferma Mons. Fiorini Morosini per la conoscenza di risultati di ricerche sociologiche, «la denatalità sta raggiungendo anche al Sud cifre ormai paurose, mettendo a rischio la propria identità, se invece si considera l’apertura alla vita da parte degli immigrati. Infatti, secondo un recente rapporto, tra 20 anni 100 persone che lavorano dovranno farsi carico di altre 63 inattive, per oltre due terzi anziane. Pertanto, abbiate più fiducia nella Provvidenza di Dio. In questi ultimi anni è stato dibattuto ripetutamente il problema dello spopolamento dei piccoli centri. Non si può ignorare che un aumento delle nascite contribuirebbe a creare le condizioni per una controtendenza».

E pregando i sacerdoti della diocesi a rivolgersi con particolare attenzione ai genitori nella sua lettera Mons. Fiorini Morosini richiama che il loro principale compito è la cura dell’educazione dei figli, per cui «a nessuno deve essere delegato questo compito delicato e prezioso: né alla scuola, né alla parrocchia, né alle varie associazioni alle quali iscrivete i vostri figli. Vigilate con amore su di loro. Le tentazioni oggi sono numerose. Il mostro può essere dietro l’angolo: internet, droga, delinquenza, passività totale, abulia, depressione. Sappiate stare con i vostri figli e date loro i valori veri, che fanno della vita non un divertimento, ma uno scopo e una missione. Rivalorizzate la festa domenicale come giorno della famiglia, durante il quale si sta assieme».

E per ritrovare la gioia di raccontare la fede all’interno della famiglia i genitori sono anche invitati nei giorni delle feste natalizie sia a leggere a casa il racconto della nascita di Gesù, fatto dall’evangelistaS. Luca, e sia a pregare dinanzi al presepe che hanno fatto. E con modalità molto originale il Vescovo di Locri-Gerace si rivolge anche alle istituzioni, invitandole a «prendere maggiormente a cuore la famiglia, che solo a parole la si ritiene al centro dell’interesse politico e amministrativo». Infatti egli ritiene che anche in questo settore «la Calabria è fanalino di coda, rispetto alle altre Regioni, che investono di più per i servizi ai bambini».

Ecco perché, dunque, gli auguri che egli invia a tutta la Diocesi sono profondamente uniti all’assicurazione della sua preghiera per tutte le famiglie, soprattutto per quelle in difficoltà, alle quali trasmette la sua benedizione.