Architettura e Liturgia a confronto in un Convengo tenutosi a Venezia

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VENEZIA, venerdì, 8 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Nei giorni 7 e 8 ottobre, studiosi, docenti, artisti, architetti e liturgisti del Vecchio Continente si sono dati appuntamento al convegno internazionale dal titolo “Architettura e Liturgia – esperienze europee a confronto” organizzato e promosso dall’Ufficio Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana e dal Patriarcato di Venezia.



Scopo del convegno, il tentativo unico di avviare un confronto tra le architetture di chiese realizzate in Francia, Germania, Spagna, Svizzera e Italia, e approfondire il cammino percorso finora, per metterne a fuoco i risultati positivi e rilanciare gli sforzi per la realizzazione di opere che sappiano riunire compiutamente in sè la bellezza e la qualità delle stile architettonico con il progetto liturgico e la forma viva dell’assemblea.

Negli ultimi quarant'anni (1963 - 2004), infatti, grazie all'impulso dato dal Concilio Vaticano II la Chiesa cattolica ha conosciuto una stagione caratterizzata dall'incontro tra liturgia e arte contemporanea, nelle sue forme visive e plastiche, che hanno cominciato a trovare spazio sempre più sia negli ambienti delle nuove chiese che in quelle antiche.

Questo confronto – spiega un comunicato stampa diffuso per l’occasione – avviato già nella passata edizione tenutasi nell’ottobre 2003, proseguirà a cadenza annuale, nel contesto della Biennale di Venezia, toccando alternativamente i temi dell’ arte e dell’architettura e coinvolgendo ogni volta paesi diversi in modo da allargare sempre più i contatti e le conoscenze.

Tale “alleanza” con La Biennale ha avuto origine su iniziativa dell’Ufficio Nazionale dei Beni Ecclesiastici, perché, come spiega il Direttore dell’Ufficio, Monsignor Giancarlo Santi, relatore al convengo: “Da parte sua, la Chiesa cattolica non si limita a lanciare messaggi amichevoli agli artisti: essa accetta, e non da ora, le provocazioni e le sfide dell’arte e dell’architettura contemporanea, misurandovisi direttamente”.

I lavori sono stati aperti il 7 ottobre da una visita ai Giardini della Biennale, introdotta dagli interventi di Pio Baldi, direttore della DARC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e di Kurt W. Forster, direttore della 9.mostra internazionale di architettura METAMORPH.

I dibattiti hanno avuto poi luogo nella sede della Scuola Grande di San Teodoro.

Nella presentazione fatta a cura del comitato scientifico del Convegno composto dal professor Giorgio della Longa, dall’architetto Antonio Marchesi e dall’architetto Massimiliano Valdinoci “l’architettura dei luoghi di culto cattolico è stata protagonista, nel XX secolo, di un duplice, storico processo di metamorfosi”.

“Innanzitutto, dopo il lungo periodo di involuzione e chiusura operato dalla Chiesa all’indomani della Rivoluzione francese che pose fine ad un millenario processo di stimolo e promozione della qualità e dell’innovazione artistica, si è ricucito, seppur lentamente e faticosamente, lo strappo con la contemporaneità del linguaggio architettonico”, hanno affermato.

Ecco allora che già nei primissimi decenni del secolo, appaiono alcune novità di gusto moderno: come la cripta di S. Coloma a Barcellona di Gaudí (1917), “la leggera struttura in cemento armato” della chiesa di Nostra Signora a Raincy di Perret (1923), o “a rigorosa e luminosa essenzialità”di quella del SS. Sacramento ad Aquisgrana di Schwarz (1930). Tutto ciò sul solco di un processo che “pare oggi finalmente approdare ad una consapevole ricerca, da parte della committenza ecclesiastica, della qualità e della bellezza”.

Della seconda svolta intervenuta a ridefinire le tradizioni dell’architettura cultuale, fu artefice sin dagli inizi del ‘900 il Movimento Liturgico europeo, “nel suo sforzo di recupero e attualizzazione dello spirito della liturgia cristiana delle origini”, che lo ha portato a sperimentare, a partire dai monasteri di Beuron, Maria-Laach, Klosterneuburg, un rinnovamento della prassi liturgica.

I primi a rendere possibile un primo incontro fra la sperimentazione liturgica e l’architettura moderna, nel Castello di Rothenfels presso Würzburg, furono nel corso degli anni trenta il teologo Romano Guardini e l’architetto Rudolf Schwarz, nel Castello di Rothenfels presso Würzburg,

Tuttavia si fa notare che solo negli anni del dopoguerra “queste radicali esperienze uscirono dal loro ambito elitario per trovare applicazione in un più consueto contesto parrocchiale”.

Stessa cosa avveniva sul fronte dell’arte, dove, come già fatto osservare dallo stesso comitato scientifico del Convegno nel tracciare lo scorso anno gli “Appunti per un bilancio” complessivo, è solo “dopo la drammatica esperienza della guerra che si assiste a una diffusa e significativa rinascita di un’arte contemporanea attenta ad interpretare il tema con una rinnovata intensità e attualità”.

E’ per questo la Costituzione conciliare sulla liturgia “Sacrosanctum Concilium”, del 4 dicembre del 1963, giungeva a sancire un processo già in atto e a trasformare la lunga fase di sperimentazione avvenuta in una vera e propria ricerca tipologica che doveva dare forma ai temi cari alla rivoluzionaria riforma conciliare.

Così temi quali la centralità dell’altare in senso “sacramentale e dinamico”, l’ascolto della Parola di Dio in favore di “quel gusto saporoso e vivo della sacra Scrittura”, e la necessità per i fedeli di partecipare “con una celebrazione piena, attiva e comunitaria” alla liturgia, venivano inseriti in sentieri non più impercorribili.

L’incontro internazionale si è poi concluso con una tavola rotonda a cui hanno preso parte i direttori di alcune delle principali riviste europee di architettura, come Axel Sowa (Architecture d’aujourd’hui), Cornelia Krause (db Deutsche Bauszeitung), Luis Fernández-Galiano (Arquitectura Viva), Hubertus Adam (Archithese), e Francesco Dal Co (Casabella).

Durante il convegno è stato anche presentato il volume “Arte e Liturgia nel Novecento – esperienze europee a confronto”, edito da Nicolodi Editore (prezzo di copertina Euro 18,00) che raccoglie gli atti del convegno 2003, pubblicati in occasione dell’appuntamento di quest’anno.

Il volume è disponibile nei bookshop della Biennale di Venezia ed è distribuito in tutte le librerie italiane.

[Per informazioni sulla racccolta degli atti del convegno “Arte e Liturgia nel Novecento – esperienze europee a confronto”: info@nicolodieditore.it]