Arcivesco Tomasi: la lotta al razzismo si fa con i diritti umani

Intervento della Santa Sede al Consiglio dei Diritti dell'Uomo

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GINEVRA, venerdì, 4 aprile 2008 (ZENIT.org).- La tolleranza non basta, perché la lotta al razzismo si fa attraverso i diritti umani, sostiene l'Arcivescovo Silvano Tomasi.

Così ha detto l'Osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni specializzate a Ginevra, intevenendo alla VII Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, svoltasi a Ginevra dal 3 al 28 marzo.

Il Consiglio dei Diritti dell'Uomo ha voluto avviare in questo modo uno scambio di opinioni e di punti di vista nel tentativo di giungere alla radice dei diritti umani.

Prendendo la parola il 18 marzo scorso, durante una Tavola Rotonda sul dialogo interculturale e i diritti umani, l'Arcivescovo Tomasi ha ribadito che "ad ogni diritto corrisponde un dovere” e che è “in tale interazione di diritti e doveri e nel perseguimento del bene comune” che “le comunità si formano e si salvaguardano”.

"Nostro compito perciò - ha spiegato - è quello di offrire un ambiente favorevole dove la persona possa prosperare senza ingiuste discriminazioni”, e infatti “la libertà religiosa è per molti versi un simbolo di questo tipo di ambiente che sostiene sia i singoli sia la comunità”.

In un secondo discorso pronunciato, invece, il 19 marzo durante la VII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo riguardante il razzismo, il presule ha affermato che: "La questione del pluralismo nella società contemporanea e la lotta contro il razzismo possono trovare una soluzione in un ambiente dove le persone godano di tutti i diritti umani, civili e politici, sociali, culturali ed economici".

“La tolleranza da sola - ha proseguito il presule - non basta; ognuno deve riconoscere la differenza e l'uguaglianza con l'altra persona e ricercare soluzioni ai problemi pratici della convivenza”.

L'Arcivescovo Tomasi ha quindi sottolineato la necessità di “contrastare il razzismo e l'intolleranza mediante misure pratiche concertate”.

“L'istruzione – ha continuato –, che promuove la conoscenza reciproca, che edifica la fiducia e sostiene la realizzazione dei diritti umani, può fungere da veicolo fondamentale nella promozione di un dialogo efficace.

Infine, l'Arcivescovo Tomasi ha indicato come altra soluzione “il potenziamento delle misure adottate in passato dalle Nazioni Unite relative a tale problema”.