"Arrangiatevi da soli"? No, Gesù invita alla condivisione

Durante l'Angelus, papa Francesco descrive la moltiplicazione dei pani e dei pesci come un'anticipazione dell'Eucaristia

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 467 hits

La moltiplicazione dei pani e dei pesci mostra il contrasto tra l’atteggiamento di Gesù, sempre aperto senza risparmio ai bisogni di chiunque, e quello dei discepoli, costantemente tentati dall’egoismo e dalla pigrizia.

Commentando il Vangelo odierno (Mt 14,13-21) durante l’Angelus di stamattina, papa Francesco ha ne colto tre messaggi. Il primo riguarda la “compassione”: repentinamente circondato da una folla immensa che “non lo lascia in pace”, Gesù “non reagisce con irritazione, ma sente compassione, perché sa che non lo cercano per curiosità, ma per bisogno. Segno di questa compassione sono le numerose guarigioni da lui operate”.

Una compassione, ha sottolineato il Papa, che non è un semplice sentimento di “pietà”, ma è un “com-patire”, ovvero un “immedesimarsi nella sofferenza altrui, al punto di prenderla su di sé”.

Venendo incontro a chi non ha il “necessario per vivere”, Gesù ci ricorda che le loro esigenze sono più “urgenti” delle nostre: a tal proposito, Francesco ha ricordato chi, ancora oggi, non dispone di cibo, né di “medicine” e “vestiti”, dei bambini che “non hanno la possibilità di andare a scuola”.

La moltiplicazione dei pani e dei pesci suggerisce anche un messaggio di “condivisione”: mentre i discepoli, di fronte alla “gente stanca ed affamata”, preferirebbero “congedarla” e lasciare che si procuri cibo da sé, “Gesù invece dice: date loro voi stessi da mangiare”.

Riscontriamo, quindi,  due “reazioni diverse, che riflettono due logiche opposte: i discepoli ragionano secondo il mondo, per cui ciascuno deve pensare a sé stesso; ragionano come se dicessero: "Arrangiatevi da soli". Gesù ragiona secondo la logica di Dio, che è quella della condivisione”, ha commentato il Papa.

Spesso il nostro atteggiamento, ha osservato, è quello di voltarci da un’altra parte “pur di non vedere i fratelli bisognosi! E questo guardare da un’altra parte è un modo educato per dire, in guanti bianchi, "arrangiatevi da soli". E questo non è di Gesù: questo è egoismo”.

Senza l’intervento di Gesù, “tante persone sarebbero rimaste senza mangiare. Invece quei pochi pani e pesci, condivisi e benedetti da Dio, bastarono per tutti”.

Il miracolo di Gesù, tuttavia, “non è una magia” ma è un “segno” che invita ad avere “fede in Dio, Padre provvidente, il quale non ci fa mancare il "nostro pane quotidiano", se noi sappiamo condividerlo come fratelli!”.

Il terzo messaggio individuato dal Santo Padre è nell’anticipazione dell’annuncio della “Eucaristia”, evidente dal gesto della “benedizione” compiuto da Gesù, “prima di spezzare i pani per distribuirli alla folla”, come avrebbe poi fatto nell’Ultima Cena, “quando istituirà il memoriale perpetuo del suo Sacrificio redentore”, donando non un pane qualsiasi ma “il pane di vita eterna”, ovvero “Sé stesso, offrendosi al Padre per amore nostro”.

Compassione, condivisione ed Eucaristia fanno dunque parte del “cammino che Gesù ci indica in questo Vangelo” per portarci “ad affrontare con fraternità i bisogni di questo mondo, ma che ci conduce oltre questo mondo, perché parte da Dio Padre e ritorna a Lui”, ha quindi concluso il Pontefice, prima di iniziare la recita della preghiera mariana.