Arte e musica nella Chiesa degli Artisti a Roma

Prosegue il progetto "Una porta verso l'Infinito" nella Basilica di Santa Maria in Montesanto

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ROMA, giovedì, 24 maggio 2012 (ZENIT.org) - Nell’ambito del progetto “Una porta verso l’Infinito. L’uomo e l’Assoluto nell’arte”, domenica 27 maggio 2012, alle ore 20.00, sarà inaugurata nella basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo, l’installazione artistica di Gregorio Botta dal titolo “Nostalgia” .

L’opera, sarà esposta fino all'11 giugno 2012. Il vernissage sarà accompagnato dal concerto del mezzosoprano Daniela Pini e del pianista Giovanni Velluti che eseguiranno musiche di Rossini, Liszt, Gounod, Chaminade.

Terzo e ultimo appuntamento della sezione “Installazioni” del progetto realizzato dall’Ufficio Comunicazioni Sociali del Vicariato di Roma in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura, che ha coinvolto, in tre differenti momenti liturgici, tre artisti ad elaborare un lavoro capace di dialogare con lo spazio sacro della basilica.

L’opera, in dialogo con la magnificente architettura di Santa Maria in Montesanto, si collega non solo al tempo liturgico, ma anche alla tematica scelta per il 2012, “Lo spazio della luce”.

L’installazione di Gregorio Botta viene presentata nella solennità di Pentecoste, che celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli cinquanta giorni dopo la Pasqua, come «lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro» (At 2.3).

L'opera, Nostalgia, una grande torre esagonale di vetro, si colloca esattamente sotto la cupola al centro della basilica. Dal centro dell'esagono, una lampada ad olio si muove in circolo riflettendosi sui vetri. Una sola luce, mille luci. Dall’uno, la molteplicità. Come molteplici sono le inflessioni dell'arte, i suoi incanti, i suoi significati, in un continuo movimento di rimandi tra ciò che è umano e ciò che è sacro, tra ciò che si vede e ciò che non si vede.

«Nell’oscurità una sola fiamma diventa molte fiamme.

Noi siamo così: dispersi in un mondo incerto e molteplice,

cogliamo solo piccoli e vaghi frammenti di una visione»

Gregorio Botta