Arturo Mari racconta di papa Wojtyla ai giovani polacchi

La testimonianza del fotografo a Czestochowa

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di don Mariusz Frukacz

ROMA, giovedì, 9 febbraio 2012 (ZENIT.org) - “Czestochowa occupa un posto speciale nella mia vita, qui mi sento come a casa”. Lo ha detto Arturo Mari, il fotografo di Beato Giovanni Paolo II, che nella tarda serata di ieri ha incontrato gli abitanti di Czestochowa e la comunità accademica nella chiesa accademica di San Ireneo. All’incontro hanno partecipato circa 300 persone, per lo più studenti.

Alla domanda su come vede Czestochowa, sette anni dopo la morte di Giovanni Paolo II, Mari ha sottolineato che “se ogni giorno partecipate all’Appello di Jasna Gora, tradizionale preghiera mariana e se qui a Czestochowa c’è il Museo delle Monete di Giovanni Paolo II, l’unico di questo tipo nel mondo, lui, Giovanni Paolo II, è qui con voi”.

Il fotografo di papa Wojtyla ha detto che “il vero potere del Pontificato di Giovanni Paolo II sono stati i giovani. Voi siete stati la sua speranza, la sua forza”, ha sottolineato Mari.

“L’amore per i giovani era il suo stile di vita. Voleva che i giovani vivessero con dignità e in armonia con la Verità. I giovani hanno cercato nella loro vita di quell’uomo in bianco la loro strada”, ha proseguito il fotografo.

Mari ha ricordato “la grande importanza che avevano, nella vita di Giovanni Paolo II, la preghiera, l’umiltà, l’amore per un altro essere umano, ma anche la sofferenza”.

“La Croce di Cristo era per Lui un punto di riferimento. Nella Croce Giovanni Paolo II ha cercato la forza spirituale. La sua vita era inserita nel mistero della croce”, ha sottolineato il fotografo.

“Giovanni Paolo II faceva tutto con umiltà. Aveva una fede profonda. Con le parole del Vangelo ha rafforzato i giovani”, ha proseguito Mari.

Il celebre fotografo ha anche ricordato la sua amicizia con il cardinale Stefan Wyszynski, il Primate del Millennio. “Wyszyński, durante il Concilio Vaticano II mi ha fatto conoscere il giovane vescovo Karol Wojtyla”, ha ricordato Arturo Mari.

Ha anche ricordato il suo ultimo incontro con Giovanni Paolo II, otto ore prima della sua morte. “Girò la testa verso di me, mi toccò la guancia e disse a bassa voce: ‘Arturo grazie’”, ha raccontato il fotografo.

Arturo Mari ha partecipato anche alla Santa Messa, presieduta da don Marek Bator, cappellano universitario e parroco della parrocchia accademica di  San Ireneo. “Questo è un giorno importante per la nostra comunità: è in mezzo a noi un testimone del pontificato del Beato Giovanni Paolo II”, ha detto don Marek.

Arturo Mari si è recato nei giorni scorsi  Czestochowa, su invito di Krzysztof Witkowski, iniziatore del Museo delle monete e delle medaglie di papa Giovanni Paolo II.

Durante la sua permanenza a Czestochowa, Mari ha incontrato, tra gli altri monsignor Wacław Depo, Arcivescovo Metropolita di Czestochowa, ha visitato Jasna Gora e il Museo delle monete e delle medaglie di Papa Giovanni Paolo II.

Il fotografo ha anche avuto il tempo per incontrarsi con una famiglia in Blachownia vicino di Czestochowa. “È stata una vera gioia per noi, quando Arturo Mari ha voluto incontrarci. Egli è il testimone del Beato Giovanni Paolo II. Questo giorno rimane nei nostri cuori per sempre”, ha detto a Zenit la signora Jowita Kostrzewska. “Sono molto felice”, ha aggiunto Wojciech Kostrzewski, il marito di Jowita.

Arturo Mari è stato il fotografo di sei papi, dal marzo 1956: Pio XII, il beato Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, il beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II ha scattato quasi sei milioni di foto.