Ascolta e metti in pratica

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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ROMA, giovedì, 28 giugno 2012 (ZENIT.org).

Vangelo

Matteo 7,21-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?” Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!” Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

Lettura

Nel 597 a.C. i Babilonesi deportano una prima parte degli abitanti di Gerusalemme; la grande deportazione avverrà nel 586. Comincia l’esilio in Babilonia. La catastrofe nazionale diviene occasione di crescita nella comprensione di Dio. Il Vangelo parla della necessità di mettere in pratica l’insegnamento di Gesù.

Meditazione

Siamo alla conclusione del discorso della montagna. Il passo di oggi riprende quello di ieri, e lo approfondisce. Come distinguere il vero dal falso discepolo? Le parole di Gesù sono particolarmente dure, persino paradossali, e infatti le troviamo solamente in Matteo. Si presume che chi riconosce Cristo come Signore della propria vita e dell’universo, chi profetizza, e compie esorcismi e prodigi nel suo Nome, sia da Lui conosciuto, intrattenga con Lui una relazione intima e personale. Non sono questi frutti di santità? Non sono queste le opere più belle che un battezzato possa compiere per espandere il Regno? Gesù le chiama addirittura «opere inique» (v. 23). Perché? Gesù vuole farci assumere una diversa mentalità. Quello che conta non è compiere atti prodigiosi, ma mettere in pratica la Legge dell’amore. Chi espande il Regno? Chi opera prodigi o chi vive la relazione nuziale con lo Sposo? Chi conosce lo Sposo può anche compiere prodigi, se il Signore vuole, ma nulla è più potente di una persona che accoglie Cristo. Quando ti apri al tuo Signore, nell’intimità della tua stanza, vivi un’esperienza che ha ripercussioni sull’intero universo, per l’eternità. Da qui nasce il mettere in pratica le parole di Gesù. L’insegnamento di Gesù mi caratterizza, mi definisce nella mia identità. E questo insegnamento è tutto incentrato sull’amore. Il credente non è uno che fa; è uno che ama! Egli ha il potere di trasformare il mondo attorno a sé perché introduce una nuova modalità di rapporto tra le persone. È la Legge di Israele portata a compimento in Cristo. Il mettere in pratica, inoltre, mi permette di rimanere stabile durante le tempeste. L’azione radica la Parola di Cristo in noi.

Preghiera

Signore Gesù, sii l’energia che mette in pratica le tue Parole in me.

Agire

Compio un piccolo gesto di amore, che non sia eclatante. 

La meditazione quotidiana è un servizio offerto dal Regnum Christi. Le riflessioni sul vangelo del giorno sono tratte da Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART.