Associazione Meter: 20 anni di lotta agli abusi, e ora rischia di chiudere

La Regione Sicilia non eroga dal 2012 i contributi spettanti all'Associazione fondata da don Fortunato Di Noto, da sempre impegnata nella tutela dell'infanzia dalle violenze e dalla pedofilia

Roma, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 449 hits

Vent’anni di lotta contro gli abusi sessuali e la pedofilia; oltre 1.200 le vittime aiutate, circa un milione di siti pedopornografici denunciati; 2.600 convegni promossi in giro per il mondo. I numeri dell'Associazione Meter sono il segno di una missione portata avanti fino in fondo, con passione e decisione, per garantire che i bambini ricordino la bellezza e la spensieratezza della loro infanzia, e non i traumi e le violenze subite.

Tutto questo, però, sta per sgretolarsi come un castello di sabbia, “a causa di una politica sorda, distratta e lobbista”: Meter rischia di chiudere e sospendere tutta la multiforme funzionalità dei suoi servizi a tutela dell'infanzia. Il fondatore e presidente, l'eroico e instancabile sacerdote don Fortunato di Noto, è stato costretto infatti a licenziare cinque dipendenti per mancanza di fondi, dovuti al fatto che la Regione Sicilia dal 2012 non ha ancora elargito e attribuito somme spettanti all'Associazione.

Il sacerdote lancia quindi un forte appello “alla sua amata Chiesa”, ma anche a tutti gli uomini di buona volontà per sostenere Meter: “Non consideratelo il solito appello. Oggi abbiamo bisogno del vostro aiuto, della carità di tutti!”, grida. Oltre a quello dei cinque dipendenti e delle famiglie, c'è infatti il dramma dei bambini per i quali l'associazione combatte collaborando con la Polizia Postale giorno e notte: "Che ne sarà di loro e di quelli ricoverati presso la casa Meter?", si domanda don Fortunato.

“In vent’anni – racconta a ZENIT - abbiamo accolto, accompagnato e aiutato più di 1.200 vittime di abuso nei percorsi giudiziari e psicologici; con le nostre denunce sono stati arrestati e indagati migliaia di soggetti pedofili in Italia e in  tutto il mondo (anche negli USA) e abbiamo individuato molti bambini ritratti nei siti pedopornografici”. Non si contano, poi, “le attività di formazione e informazione, anche a livello accademico, in Italia e all'estero, nelle scuole, nelle parrocchie, nelle diocesi, nei club service, con migliaia di studenti, famiglie, seminaristi, parroci, vescovi”.

“Abbiamo partecipato con il nostro contributo a leggi e proposte di leggi parlamentari nazionali, europei e mondiali”, afferma Di Noto. Era il 1997, infatti, quando Meter era seduta in prima fila al Parlamento per far approvare la prima mozione al mondo contro la pedofilia. E “quando nella Chiesa neanche si pensava al problema, noi compivamo già atti di pastorale e prevenzione degli abusi”.

Non si dimentica inoltre il grande lavoro svolto attraverso il numero verde dell’Associazione, 800 45 52 70, che “con più di 25.000 segnalazioni di emergenza e di aiuto, ha contribuito a dare voce a coloro che non avevano il coraggio di raccontare le loro storie”, dice don Fortunato.

“Siamo un modello operativo sociale e pastorale nella Chiesa a difesa dei bambini”, afferma il sacerdote. Benedetto XVI e Papa Francesco hanno manifestato sempre il loro apprezzamento per il lavoro svolto dalla onlus. Neanche due mesi fa, l’8 dicembre 2013, in occasione della inaugurazione di Casa Meter ad Avola, Bergoglio aveva inviato infatti un telegramma a don Fortunato, incoraggiando“a proseguire sulla strada del generoso impegno a servizio dei più piccoli, sempre animati da sentimenti di genuina carità e di amore al prossimo”.

Tutto questo, allora, non può finire. Anche un piccolo contributo può essere utile per far sì che l’Associazione non anneghi nelle acque stagnanti dell’egoismo collettivo e di una politica inefficiente.

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Le donazioni a Meter onlus possono essere effettuate a mezzo conto corrente: 

IBAN Postale: IT 44 M076 0117 1000 0003 7700 408 - BIC:BPPIITRRXXX

Versamento tramite bollettino di C\C postale n. 37 700 408

IBAN Bancario: IT 64 P030 6984 6301 0000 0003 066 - BIC:BCITITMM

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