Atomi per la Pace

Testate nucleari che diventano combustibile per generare energia elettrica. Se ne è discusso ad Assisi.

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 189 hits

Organizzato dal Sacro Convento di Assisi, dal "Comitato per una Civiltà dell’Amore" e dalla Federazione Lavoratori Aziende Elettriche Italiane (FLAEI) della Cisl, si è svolto ad Assisi a novembre un Convegno sul tema “Promozione dello sviluppo dalla Pace e dalla Sicurezza nucleare per la dignità e l’integrità del creato” Nel corso dell’incontro annuale sulla sicurezza e il disarmo nucleare, è stato conferito il Premio “Atoms for Peace 2013” a Agneta Rising, Direttore Generale della World Nuclear Association. In particolare i presenti si sono impegnati affinchè  le tecnologie nucleari, gestite per usi civili e poste in piena sicurezza, favoriscano un nuovo scenario energetico industriale e scientifico mondiale e siano effettivamente utilizzate per esclusivi scopi pacifici a favore degli uomini di oggi e di domani. Nel messaggio finale è scritto che “Sarà anche attraverso il disarmo nucleare e la riconversione del combustibile per usi civili che si potranno offrire nuove occasioni e tecnologie per uno sviluppo equilibrato. Aiuti che potranno avvalersi dell’opera delle piccole e medie imprese italiane per far nascere micro imprese nel sud del mondo”. Per conoscere a fondo le finalità di un così grande progetto, ZENIT ha intervistato l’ingegnere Giuseppe Rotunno, fondatore del "Comitato Collegamento Cattolici per una Civiltà dell’Amore".

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In cosa consiste il programma "Atomi per la pace" che il vostro Comitato sta portando avanti?

Rotunno: Il Programma si chiama in effetti “Conversione delle armi nucleari in progetti di sviluppo nel sud del mondo” e consiste nell’eliminare, dalla faccia della terra, le micidiali atomiche. Infatti ciascuna delle varie decine di migliaia di testate presenti nella nostra terra, ha una durata ben superiore a 700.000 anni se non viene convertita e può, ciascuna, uccidere fino a 1 milione di persone in pochi secondi, scatenando l’apocalisse. Se invece con determinazione ora, in questi anni, le eliminiamo: ricaviamo anche molte risorse per superare la crisi e creare lavoro anche nei Paesi poveri, a cominciare dall’Africa del Nord e Medio Oriente da dove arrivano tanti immigrati in cerca di un futuro di lavoro e pace.

Come si utilizzano testate nucleari per un programma di pace?

Rotunno: Eliminando le testate nucleari con l’unico strumento disponibile esistente: il reattore delle centrali nucleari. L’elettricità prodotta da queste ha un grande valore economico che può finanziare progetti di sviluppo e di pace nel sud del mondo. Infatti da ogni atomica convertita si possono realizzare oltre 1000 progetti di pace. Infatti questo è l’unico modo, tecnicamente possibile all’umanità oggi, di sbarazzarsi definitivamente delle terrificanti armi nucleari.

Che disponibilità c'è da parte di istituzioni internazionali e governi per un programma di questo tipo?

Rotunno: Già USA e Russia hanno avviato il Programma dal 1993 e hanno finora convertito, in energia civile, le prime 20.000 testate nucleari dichiarate in disarmo. Ora il Presidente USA ha auspicato che anche l’Europa conosca un disarmo nucleare e ciò porterà alla conversione di altre testate delle varie decine di migliaia presenti in tanti Paesi compresa l’Italia. In tal senso stanno orientandosi le Potenze Nucleari per liberarsi di un micidiale fardello delle proprie Nazioni e per prevenire nuove crisi nucleari nel mondo.

Cosa pensate dell'accordo tra Iran e comunità internazionale?

Rotunno: La crisi nucleare iraniana che ha covato sotto la cenere per diversi anni ora è alla svolta decisiva verso la pace. Ciò è avvenuto provvidenzialmente subito all’indomani del Convegno Internazionale di Assisi sulla conversione nucleare e lo sviluppo di pace, svolto il 22 novembre 2013 e conclusosi con la preghiera di intercessione sulla tomba di San Francesco con i Movimenti Cristiani. Certamente l’accordo di pace nucleare tra l’Iran e le Potenze mondiali guidate dall’Europa, darà grandi frutti sul piano degli investimenti in Medio Oriente e sullo sviluppo pacifico del nucleare.

Il vostro progetto potrebbe essere interessante nel contesto delle buone relazioni che si stanno sviluppando tra Santa Sede e Russia?

Rotunno: Che il nostro Programma possa favorire la sinergia tra i cattolici e gli ortodossi (e anche i protestanti che sono maggioritari nel mondo anglo-americano) è evidente perché offra ai popoli di antica tradizione cristiana di cooperare fattivamente insieme per salvare, per sempre, il pianeta dalla minaccia di apocalissi nucleari. Questo compito potrà quindi trovare in Europa, dall’Atlantico agli Urali, il suo compimento.