Attingiamo all'esperienza spirituale di Don Bosco

Intervento del Rettor Maggiore della Famiglia Salesiana come Strenna per l'anno 2014

Roma, (Zenit.org) Eugenio Fizzotti | 649 hits

Il triennio di preparazione del Bicentenario della nascita di Don Bosco (16 agosto 2015) ha visto inizialmente l’impegno a conoscere la sua figura storica e poi a cogliere i tratti fisionomici dell’educatore, mentre nel terzo anno emerge l’apertura alla sorgente del carisma, ossia alla sua spiritualità. 

E nel messaggio di preparazione a tale tematica ilRettor Maggioredella Famiglia Salesiana, Don Pascual Chavez, ha scritto che “mentre la spiritualità cristiana ha come centro la carità, ossia la vita stessa di Dio, che nella sua realtà più profonda è Agape, Carità e Amore, la spiritualità salesiana non è diversa dalla spiritualità cristiana, poiché anch’essa è centrata sulla carità pastorale che spinge a cercare la gloria di Dio e la salvezza delle anime”. 

E facendo riferimento diretto a Don Bosco Don Chavez evidenzia che egli “ha vissuto la vita cristiana con un’ardente carità e ha contemplato il Signore Gesù da una prospettiva particolare, quella del carisma che Dio gli ha affidato, ossia la missione giovanile”. Ciò vuol dire che “la carità salesiana è carità pastorale, perché cerca la salvezza delle anime ed è carità educativa, perché trova nell’educazione la risorsa che permette di aiutare i giovani a sviluppare tutte le loro energie di bene e in questo modo i giovani possono crescere come onesti cittadini, buoni cristiani e futuri abitanti del cielo. 

In forma molto interessante nel testo della Strenna emerge che “la spiritualità salesiana consiste in vari elementi: è uno stile di vita, preghiera, lavoro, rapporti interpersonali; una forma di vita comunitaria; una missione educativa pastorale sulla base di un patrimonio pedagogico; una metodologia formativa; un insieme di valori e atteggiamenti caratteristici; una peculiare attenzione alla Chiesa e alla società attraverso settori specifici di impegno; un’eredità storica di documentazione e scritti; un linguaggio caratteristico; una serie tipica di strutture e opere; un calendario con feste e ricorrenze proprie”. 

Chiaro è il punto di partenza dell’esperienza spirituale di Don Bosco consistente nella gloria di Dio e nella salvezza delle anime per cui egli formulò il suo programma di vita con l’espressione “da mihi animas, cetera tolle” che esprime come radice l’unione con Dio, la speranza e la carità e lo spirito di autentica pietà. Di conseguenza nella presentazione della Strenna per il 2014 si legge che la spiritualità salesiana “corre il rischio di vanificarsi perché i tempi sono cambiati e perché talvolta noi la viviamo superficialmente e per attualizzarla dobbiamo ripartire da Don Bosco, dalla sua esperienza spirituale e dal sistema preventivo”. 

Soffermandosi sulla carità pastorale Don Chavez ricorda che il suo elemento tipico è “l’annuncio del Vangelo, l’educazione alla fede, la formazione dellacomunità cristiana, la lievitazione evangelica dell’ambiente”. Ed è interessante la citazione che egli fa di un brano tratto dalle Memorie Biografiche di Don Bosco secondo il quale “la sera del 26 gennaio 1854 ci siamo radunati nella camera di Don Bosco e ci venne proposto di fare con l’aiuto del Signore e di San Francesco di Sales una prova di esercizio pratico di carità verso il prossimo. Da allora è stato dato il nome di salesiani a coloro che si proposero o si proporranno questo esercizio”. E questo come conferma che la carità pastorale è il centro e la sintesi della spiritualità salesiana, avente come punto di partenza l’esperienza spirituale di Don Bosco e la sua preoccupazione per le anime. 

Un altro settore della spiritualità salesiana è l’attenzione a tutte le vocazioni, al ministero presbiterale, alla vita consacrata, ai fedeli laici, alla famiglia, ai giovani e agli anziani. Ecco perché “nella carta di identità della Famiglia Salesiana sono stati individuati i tratti spirituali caratteristici di tutti i suoi gruppi i quali per la loro origine e il loro sviluppo hanno storie e caratteristiche proprie, che sono da conoscere e costituiscono una ricchezza per tutta la famiglia stessa”. 

E sottolineando che i gruppi coinvolgono numerosi laici nella loro missione educativa e pastorale il Rettor Maggiore dei Salesiani evidenzia che “siamo consapevoli che non vi può essere un coinvolgimento pieno, se non c’è anche una condivisione dello stesso spirito. Comunicare la spiritualità salesiana ai laici corresponsabili con noi dell’azione educativa pastorale diventa un impegno fondamentale. I salesiani, come anche altri gruppi della Famiglia Salesiana, hanno fatto un lavoro esplicito di formulazione di una spiritualità laicale salesiana nel Capitolo Generale 24°, che aveva come tematica il rapporto tra salesiani e laici  come comunione e condivisione nello spirito e nella missione di Don Bosco”. Ciò vuol dire che tutti i gruppi laicali della Famiglia salesiana costituiscono una fonte di ispirazione della spiritualità salesiana la quale inoltre “ha attinto alla storia della spiritualità cristiana, soprattutto a San Francesco di Sales e, avendo la sua sorgente nella peculiarità e originalità dell’esperienza di Don Bosco, si è arricchita con l’esperienza ecclesiale ed è giunta alla rilettura e alla sintesi matura di oggi”. 

La carità pastorale quindi “si traduce e si rende visibile in gesti concreti di vicinanza, affetto, lavoro, dedizione e il sistema preventivo trova la sua sorgente nella carità di Dio che previene ogni creatura con la sua provvidenza e dispone ad accogliere Dio nei giovani e chiama a servirlo in loro, riconoscendone la dignità, rinnovando la fiducia nelle loro risorse di bene ed educandoli alla pienezza di vita”. 

E avviandosi alla conclusione Don Chavez indica in forma chiara ed espressiva che è importante proporre la spiritualità salesiana ai laici impegnati a condividere la missione di Don Bosco, facendo attenzione alla pastorale familiare e invitando a fare esperienza spirituale anche giovani, laici e famiglie delle comunità educative e pastorali o dei gruppi e delle associazioni che sono presenti in tutte le opere salesiane del mondo. E risulta interessante la proposta di leggere “alcuni testi di Don Bosco che possiamo considerare come fonti della spiritualità salesiana e che sono presenti in una raccolta, di prossima pubblicazione a cura di Aldo Giraudo, di scritti spirituali di Don Bosco in cui egli appare come un vero maestro di vita spirituale”.