Australia: maggiore compassione e accoglienza per i migranti

L'associazione "Australian Young Christian Students" raccoglie l'appello del Papa a Lampedusa e invita a tutelare la vita dei migranti e richiedenti asilo, soprattutto i bambini

Roma, (Zenit.org) Redazione | 329 hits

Il grido di compassione di Papa Francesco a Lampedusa per le sofferenze dei migranti è risuonato anche dall'altra parte del globo. In Australia, infatti, l’associazione “Australian Young Christian Students” (Aycs) ha lanciato un forte appello in favore dei migranti e dei richiedenti asilo, sulla scia dell'esortazione del Santo Padre di lunedì scorso. In particolare, l'associazione chiede alla politica di dare maggiore attenzione ai bambini attualmente “confinati” in campi di accoglienza e detenzione, in accordo al sistema di immigrazione vigente in Australia.

Secondo quanto riferito dall'agenzia Fides, le parole di Francesco a Lampedusa hanno riportato l’attenzione internazionale sul fenomeno della migrazione e sulle sofferenze immani dei migranti, rinfocolando vivaci dibattiti pubblici in Australia, dove la questione è molto sentita.

“I bambini sono particolarmente vulnerabili e sono giunti in Australia in cerca di aiuto”, afferma la nota di Aycs inviata a Fides, “resta di vitale importanza per la loro salute e benessere che i bambini e le loro famiglie non siano sottoposti a lunghi periodi di detenzione”. Secondo il recente rapporto di Human Rights Watch, "nei flussi migratori che interessano il sud-est asiatico e l’area del Pacifico, di frequente i minori e i loro genitori vengono arbitrariamente arrestati, in Paesi come Indonesia e Malaysia, e sono vittime di gravi abusi".

I bambini che approdano in Australia, dunque, “cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”, sottolinea l’Associazione dei giovani studenti cristiani, invitando al “pieno rispetto del diritto internazionale”. A riguardo la Radio Vaticana, informa che, nell'ultimo periodo, oltre 8.000 studenti delle scuole superiori in tutta l'Australia hanno fatto esperienza di volontario in campi di detenzione per immigrati, riattivati dal 1992 per tutti gli immigrati che arrivano nel Paese senza un visto.