Bambini abortiti, "combustibile" per gli ospedali

La scoperta del programma inglese Channel 4 "Dispatches": oltre 15mila feti bruciati negli inceneritori e usati per i riscaldamenti di 27 ospedali del Regno Unito

Roma, (Zenit.org) | 474 hits

Cose che non accadono nei più lugubri romanzi gotici inglesi. La realtà, è vero, spesso supera la fantasia. In questo caso ne avremmo fatto volentieri a meno, perché la scoperta riguarda le vittime eccellenti del nostro tempo, i bambini. Più di 15mila bambini abortiti sono stati bruciati negli inceneritori e usati da 27 ospedali del Regno Unito negli ultimi due anni per il riscaldamento delle strutture.

È la terribile scoperta annunciata dal famoso programma di Channel 4 “Dispatches”, che ha costretto il ministro della Salute britannico Dan Poulter a definire la pratica “totalmente inaccettabile” e a bloccarla immediatamente.

Gli ospedali hanno ammesso di usare senza il consenso delle famiglie i resti dei feti nei rispettivi impianti “waste-to-energy” per produrre calore. In totale i bambini abortiti (o nati morti) usati per produrre energia sono 15.500. Uno degli ospedali più importanti del Regno Unito, Addenbrooke di Cambridge, ha bruciato 797 bambini sotto le 13 settimane. Alle madri avevano detto che i resti sarebbero stati cremati, riporta il Telegraph. L’Ipswich Hospital, nel suo impianto per trasformare gli scarti dell’ospedale in energia non gestito dalla struttura, ha incenerito 1.101 feti tra il 2011 e il 2013.

Il ministro Poulter ha dichiarato che “la grande maggioranza degli ospedali agisce già in modo appropriato, ma tutti devono farlo. Il direttore medico del Servizio sanitario nazionale ha già scritto a tutti gli ospedali di interrompere immediatamente la pratica”. L’ispettore capo, Sir Mike Richards, ha aggiunto: “Sono costernato che gli ospedali non consultino le donne o le famiglie. Questo infrange i nostri standard sul rispetto e il coinvolgimento delle persone”.

Al di là della burocratica considerazione che si sarebbe dovuto chiedere l’autorizzazione ai genitori dei bambini abortiti, inquieta ciò che questo sottende. Si tratta di una cultura che al di là di note che sconfinano nell’orrido, evidenzia la violazione dei diritti fondamentali della persona sin dal suo concepimento. Il sovvertimento della realtà è totale: l’uomo non viene più riconosciuto nella sua dignità di persona portatrice di diritti, ma diviene una cosa di cui disporre secondo criteri di utilità.

Occorre recuperare una coscienza che si è smarrita, circa il valore infinito della persona, che non può essere asservita a logiche utilitaristiche. Solo così i bambini potranno nascere con la dignità che si deve a ogni persona.

Fonte: Ai.Bi.