Benedetto XVI concede la grazia a Paolo Gabriele

Il Pontefice ha visitato questa mattina in carcere il suo ex aiutante di camera

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Paul De Maeyer | 929 hits

Papa Benedetto XVI concede la grazia al suo ex aiutante di camera, Paolo Gabriele.

Ad annunciarlo è stato oggi il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, S.J.

Come ha rivelato il padre gesuita durante un breve incontro con la stampa, questa mattina il Santo Padre ha visitato il suo ex maggiordomo in carcere, gli ha confermato il proprio perdono e gli ha comunicato di avere accolto la sua domanda di grazia.

Secondo il portavoce Vaticano, che ha letto un comunicato della Segreteria di Stato, “si è trattato di un gesto paterno verso una persona con cui il Papa ha condiviso per alcuni anni una quotidiana familiarità”.

Subito dopo la visita di Benedetto XVI, Paolo Gabriele è stato scarcerato ed è rientrato a casa. Passerà il Natale con la famiglia dopodiché non potrà riprendere il precedente lavoro. Padre Lombardi ha detto che gli verrà offerta un nuovo lavoro e una casa fuori dalle Sacre Mura.

“La Santa Sede – spiega la nota vaticana –, confidando nella sincerità del ravvedimento manifestato, intende offrirgli la possibilità di riprendere con serenità la vita insieme alla sua famiglia”.

Il colloquio tra il Santo Padre e il suo ex aiutante di camera è durato 15 minuti ed è stato descritto come “molto intenso”. Secondo padre Lombardi, “ci fa venire in mente anche un po’ l’incontro di Giovanni Paolo II con Ali Agca, anche se la situazione è molto, molto diversa, evidentemente”.

Per quanto riguarda Claudio Sciarpelletti, l’informatico della Segreteria di Stato amico di Gabriele, condannato a due mesi con la condizionale, padre Lombardi ha fatto sapere che da circa due settimane ha già ripreso l’attività lavorativa.

Anche Sciarpelletti ha avanzato la domanda di grazia, ed è molto probabile che verrà accordata.

Padre Lombardi ha spiegato che per Sciarpelletti non si pone il problema della scarcerazione e che l’intenzione è quella di concludere la vicenda penale e far riprendere al tecnico informatico “una vita in condizioni del tutto serene”.