Benedetto XVI è stato portavoce di milioni di musulmani che rifiutano la violenza

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 15 settembre 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI si è fatto portavoce di milioni di musulmani di tutto il mondo che rifiutano di giustificare la violenza o la guerra con argomentazioni religiose, afferma un esperto di mondo islamico.



Padre Justo Lacunza, fino a poco tempo fa rettore del Pontificio Istituto di Studi Arabi ed Islamistica di Roma, ha spiegato ai microfoni della “Radio Vaticana” ciò che ha voluto realmente dire il Papa nel discorso che ha pronunciato all’Università di Ratisbona il 12 settembre.

“In questo il Papa ha semplicemente ripreso il sentimento e il desiderio di milioni di musulmani che in una maniera o in un’altra dicono: ‘la violenza e l’Islam non possono essere collegati”, ha affermato.

“‘Noi siamo musulmani e vogliamo essere credenti musulmani nel mondo di oggi e contro coloro che utilizzano la religione per colpire gli altri con la violenza’. Il Papa, infatti, a mio avviso, si è fatto portavoce di milioni e milioni di persone nel mondo, anche musulmane, che sostengono che non bisogna assolutamente legare la violenza con la religione”.

“La religione non può essere fondamento di un conflitto, di una guerra, di una qualsiasi forma di violenza, di un attacco o di un voler eliminare gli altri”, ha proseguito.

E questo “per due motivi”: “il primo è che il mondo islamico ed i musulmani sono molto, molto sensibili verso tutti quelli che parlano dell’Islam, particolarmente quando non appartengono alla fede musulmana”.

“Il secondo motivo è che il Pontefice ha toccato un tasto molto, molto delicato, che è quello della violenza e della guerra. Possiamo dire che per queste due ragioni il mondo islamico – dall’Egitto alla Turchia, dall’Europa ad altri Paesi appartenenti al mondo musulmano – ha avuto questa reazione”.