Benedetto XVI: i media della comunicazione, al servizio della pace

Regina Caeli nel giorno dell’Ascensione del Signore al Cielo

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 8 maggio 2005 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito le parole pronunciate questa domenica da Benedetto XVI nel discorso introduttivo alla preghiera del Regina Caeli, recitata con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.




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Cari Fratelli e Sorelle!

Oggi in molti Paesi, tra cui l’Italia, si celebra la solennità dell’Ascensione del Signore al Cielo. In questa festa la Comunità cristiana è invitata a volgere lo sguardo a Colui che, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, fra lo stupore degli Apostoli "fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo" (At 1,9). Siamo pertanto chiamati a rinnovare la nostra fede in Gesù, l’unica vera àncora di salvezza per tutti gli uomini. Salendo al Cielo, Egli ha riaperto la via verso la nostra patria definitiva, che è il paradiso. Ora, con la potenza del suo Spirito, ci sostiene nel quotidiano pellegrinaggio sulla terra.

Nell’odierna domenica si tiene la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, sul tema " I mezzi di comunicazione al servizio della comprensione tra i popoli". Nell’attuale epoca dell’immagine i mass media costituiscono effettivamente una straordinaria risorsa per promuovere la solidarietà e l’intesa della famiglia umana. Ne abbiamo avuto recentemente una prova straordinaria in occasione della morte e delle solenni esequie dell’amato mio Predecessore Giovanni Paolo II. Tutto dipende, però, dal modo in cui vengono usati.

Questi importanti strumenti della comunicazione possono favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, oppure, al contrario, alimentare il pregiudizio e il disprezzo tra gli individui e i popoli; possono contribuire a diffondere la pace o a fomentare la violenza. Ecco perché occorre sempre fare appello alla responsabilità personale; è necessario che tutti facciano la loro parte per assicurare in ogni forma di comunicazione obiettività, rispetto della dignità umana e attenzione al bene comune. In tal modo si contribuisce ad abbattere i muri di ostilità che ancora dividono l’umanità, e si possono consolidare quei vincoli di amicizia e di amore che sono segni del Regno di Dio nella storia.

Ritorniamo al mistero cristiano dell’Ascensione. Dopo che il Signore fu salito al Cielo, i discepoli si raccolsero in preghiera nel Cenacolo, con la Madre di Gesù (cfr At 1,14), invocando insieme lo Spirito Santo, che li avrebbe rivestiti di potenza per la testimonianza da rendere a Cristo risorto (cfr Lc 24,49; At 1,8).

Ogni comunità cristiana, unita alla Vergine Santissima, rivive in questi giorni tale singolare esperienza spirituale in preparazione alla solennità della Pentecoste. Anche noi ci rivolgiamo ora a Maria con il canto del Regina Caeli, implorando la sua protezione sulla Chiesa e specialmente su quanti si dedicano all’opera di evangelizzazione mediante i mezzi della comunicazione sociale.

[Al termine del Regina Caeli il Papa ha rivolto i seguenti saluti in italiano:]

Saluto i partecipanti alla "Maratona di Primavera – Festa della Scuola", che si è svolta questa mattina a Roma, come pure a Trento e in altre città italiane. Auspico che la formazione delle nuove generazioni sia sempre al centro dell’attenzione della comunità ecclesiale e delle pubbliche istituzioni.

Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli di Castel di Croce e Force, che celebrano il centenario della morte della beata Assunta Pallotta. Saluto inoltre i gruppi provenienti dalle diocesi di Lugano, Torino, Vercelli, Benevento, Bari e Altamura, come pure la scuola "Don Francesco Gattola" di Massa Lubrense.

Buona domenica a tutti!