Benedetto XVI invita i volontari delle Misericordie d’Italia a essere testimoni della carità

Ricevuti in udienza insieme ai Donatori di sangue “Fratres”

| 547 hits

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 11 febbraio 2007 (ZENIT.org).- Testimonianza concreta della carità, fedeltà alle radici cristiane ed educazione dei giovani nel servizio al prossimo: sono queste le consegne lasciate da Benedetto XVI ai circa 7.000 confratelli della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e dei Donatori di sangue “Fratres”, ricevuti sabato in udienza nell’Aula Paolo VI del Vaticano.



Nate a Firenze nel lontano 1244 per iniziativa di San Pietro martire da Verona, le Confraternite della Misericordia in Italia oltre ai numerosi gruppi “Fratres” sono oggi oltre 700.

In tutto le due associazioni contano più di centomila volontari fra i 15 e i 70 anni che operano soprattutto in Toscana e nell’Italia centro-meridionale, animati dai principi evangelici, nei diversi ambiti socio-sanitari.

Ogni sede offre infatti alle persone assistenza di tipo sanitario ed assistenza di tipo sociale, soprattutto in aiuto agli handicappati, agli emarginati e agli anziani, così come un servizio sanitario tramite anche il servizio 118 per le emergenze, ed il trasporto sanitario ordinario, e un servizio di protezione civile.

A presentare a Benedetto XVI le due associazioni in qualità di Arcivescovo di Firenze al quale spetta la guida spirituale della Venerabile Arciconfraternita di Misericordia del capoluogo toscano è stato il Cardinale Ennio Antonelli.

Nel suo indirizzo di saluto il porporato ha detto che le Misericordie d'Italia “vogliono armonizzare la qualità professionale e l'efficienza tecnologica, oggi richieste dai moderni servizi in ambito socio-sanitario, con le forme più semplici e dirette di volontariato”.

“Vogliono soprattutto tenere vive, in tutta la loro attività, le motivazioni spirituali, curare la formazione cristiana degli iscritti e promuovere nella società la cultura del dono”, ha poi aggiunto l’Arcivescovo di Firenze.

Nel prendere la parola il Santo Padre ha lodato l’opera della Confederazione delle Misericordie d’Italia così come il loro “zelo”, e la “‘fantasia’ nella carità che deriva da un cuore pulsante, di cui è ‘motore’ l’amore per l’uomo in difficoltà”.

“Con la vostra presenza e la vostra azione contribuite a diffondere il Vangelo dell’amore di Dio per tutti gli uomini”, ha continuato il Pontefice.

“Quanto è necessario che anche oggi, anzi specialmente in questa nostra epoca segnata da tante sfide umane e spirituali, i cristiani proclamino con le opere l’amore misericordioso di Dio! Ogni battezzato dovrebbe essere un ‘vangelo vissuto’”, ha quindi sottolineato.

“L’amore è un linguaggio che giunge diretto al cuore e lo apre alla fiducia. Vi esorto allora, come faceva san Pietro con i primi cristiani, ad essere sempre pronti ‘a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi’ (1 Pt 3,15)”, ha poi aggiunto Benedetto XVI.

Successivamente il Papa ha affermato che le Misericordie d’Italia costituiscono “un tipico esempio dell’importanza che ha il conservare le proprie ‘radici cristiane’ in Italia e in Europa”.

“Le vostre confraternite, le Misericordie sono una presenza viva e vivace, molto realistica, di queste radici cristiane. Al giorno d’oggi le Misericordie non sono un’aggregazione ecclesiale, ma le loro radici storiche restano inequivocabilmente cristiane”, ha detto.

“Ora, le radici, per continuare a portare frutti, devono mantenersi vive e salde”, ha spiegato il Santo Padre, poiché altrimenti il volontariato corre il rischio di “ridursi a semplice attivismo. Se invece resta vitale la carica spirituale, può comunicare agli altri ben di più che le cose materialmente necessarie”.

Ricordando la funzione educativa svolta da questa realtà associativa, il Papa ha rivolto una esortazione a stimolare sempre più i giovani “a crescere nella dimensione del servizio al prossimo e a scoprire una grande verità evangelica: che cioè ‘c’è più gioia nel dare che nel ricevere’”.

Nel saluto indirizzato al Papa, il Presidente delle Misericordie d'Italia, Gianfranco Gambelli, ha ringraziato Benedetto XVI “per il dono dell'Enciclica Deus caritas est, nella quale ha posto particolare attenzione al mondo dei servizi e di quel volontariato che quotidianamente testimonia gli insegnamenti evangelici”.

“Sarà per noi – ha detto Gambelli – luce nel nostro cammino del servizio di carità e amore”, una luce tanto più preziosa “in questi tempi nei quali sono ancora più evidenti le disuguaglianze e nei quali c'è più bisogno di Misericordia e di testimoni del Vangelo”.