Benedetto XVI visto dai giornalisti

Nel corso di questi sette anni di pontificato l'immagine mediatica del Papa è molto cambiata

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a cura di H. Sergio Mora

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 24 aprile 2012 (ZENIT.org) - Da una diffidenza iniziale a un grande interesse. Benedetto XVI è un papa che ha migliorato notevolmente la sua immagine.

Da una figura mediatica iniziale di Panzer-Kardinal, di "rottweiller della fede", alla realtà di oggi: un intellettuale gentile e umile che ha imparato ha muoversi tra la gente è che si è fatto amare. Un riformatore che non ha mai perso di vista il suo scopo: quello di annunciare Cristo al mondo e avvicinare tutti alla Chiesa.

Un Papa che ha affrontato in prima linea e senza nascondersi i problemi veri come quello degli abusi sessuali facendosi così molti nemici. Questa è l'immagine che viene a galla nelle conversazioni che ZENIT ha avuto con molti dei corrispondenti e vaticanisti che seguono il pontificato di Benedetto XVI, sebben alcuni ritengano che la difficoltà di comunicare ancora persiste. Di seguito vi presentiamo le testimonianze raccolte da Zenit.

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Giovanna Chirri, vaticanista dell'Ansa:

"Questo Papa è un teologo che è diventato un riformatore ma non ha mai perso di vista il suo scopo: quello di annunciare Cristo al mondo. Si è trovato con un sacco di grane, basti pensare sulla pedofilia e la riforma finanziaria ma è sempre intervenuto con decisione. Non sono mancate fughe di notizie e su questo è intervenuto in quello che poteva intervenire. In tutta la predicazione di questi ultimi giorni e nella Settimana Santa, mi sembra evidente che il suo scopo principale è diffondere la fede e fare in modo che il mondo sia capace di annunciare Cristo".

Frédéric Mounier, inviato permanente del quotidiano francese La Croix a Roma:

"Ho scoperto qui a Roma una realtà su Benedetto diversa da quella che è la sua immagine in Francia. Questo Papa non è il Panzer-Kardinal, ma un intellettuale umile, molto attento ad ascoltare la gente. Temo però che la sua posizione non sia ben ascoltata oggi perché è fuori delle regole abituale della comunicazione mediatica, poiché parla in profondità ed è un intellettuale. Lui si prende il tempo di pensare, non si basa sulle emozioni. Quindi il suo pensiero è molto interessante ma lontano della capacità di ascolto della gente. Credo sia una grande sfida per il suo pontificato.

Salvatore Izzo, vaticanista dell'agenzia AGI:

"Benedetto XVI sta acquisendo una figura paterna che prima non aveva. E' come nel caso di una persona che non ha figli e abita in un condominio dove le danno fastidio tutti i rumori. Poi con il tempo arrivano i figli e le cose cambiano. Sta facendo un grande sforzo per avvicinare tutti alla Chiesa, non solo i tradizionalisti ma anche altri movimenti più innovatori. Potrebbe sembrare il contrario ma è proprio così".

Patricia K. Thomas, APTN (Associated Press Television News):

"Come giornalista lo vedo da vicino e credo sia cambiato dall'inizio del pontificato perché è un uomo umile e disposto ad ascoltare. Se mi chiedi come lo vedono gli americani,  in questi giorni, con il caso di un gruppo suore americane, posso dire che c'é una rabbia che molti sfogano su Internet su di lui e il Vaticano. Chi non va a messa, pensa che il Papa voglia riportare la Chiesa al passato, che ascolti di più i lefebvriani che le suore americane. Quando è andato negli Stati Uniti, ha parlato contro la pedofilia, invece ora c'è un crescendo di ostilità”.

Juan Lara, dell'agenzia spagnola EFE:

"Io ho sempre più o meno avuto la stessa percezione su Benedetto XVI perché ho sempre seguito il Vaticano, ma indubbiamente c'è stato un cambiamento. Nel senso che all'inizio lo si vedeva come una persona troppo seria, ortodossa, conservatrice. Ma con i fatti ha dimostrato di essere una persona amabile, che ha impostato un magistero sociale piuttosto avanzato.

Un fatto significativo è venuto a galla durante il suo pontificato: i casi degli abusi sessuali, la pedofilia. Il Papa ha affrontato il caso, mettendosi anche molta gente contro ma non se ne è curato pur di fare pulizia, e questo è significativo. E' stato uno scandalo che lui ha affrontato in prima linea".

Maarten Lulof van Aalderen, corrispondente del quotidiano olandese De Telegraaf:

"La percezione che la gente aveva di Benedetto XVI all'inizio del suo pontificato non è cambiata per niente. Dal punto di vista massmediatico era un Papa professore, questa era l'idea e questa è rimasta. Un Papa che ancora trova difficoltà a comunicare con la gente. Non ha potuto risolvere affatto questo problema".

Elisabetta Piqué, corrispondente in Italia del quotidiano argentino La Nación:

"Benedetto XVI senza avere quel carisma di Giovanni Paolo II è riuscito a sciogliersi un po' in pubblico, prima non osava toccare nessuno, ora invece per esempio prende i bimbi in braccio e li bacia. Credo abbia imparato a gestirsi dinanzi le masse. Ha imparato a farsi amare in qualsiasi parte dove vada, penso ad esempio all'ultimo viaggio apostolico: sono stata a Cuba, dove quasi nessuno va in chiesa è qui si è fatto voler bene, per non parlare del Messico. Quando è salito al soglio pontificio c'era questa immagine mediatica del "rottweiller", dell'inquisitore. Invece ha dimostrato di essere un Papa con una personalità molto amabile e allo stesso tempo un intellettuale ma molto umile. Ogni volta che si è verificato un errore nella comunicazione lui lo ha sempre riconosciuto".

Andres Beltramo, vaticanista dell'agenzia messicana Notimex:

"Credo che lui sia cambiato ma anche la percezione che la gente ha su di lui è cambiata. Iniziando dal fatto che lui è andato in diversi Paesi e ciò ha accelerato questo cambio di percezione. Nell'ultimo viaggio apostolico, ad esempio, all'inizio non lo conoscevano. Particolarmente perché - per così dire - rimaneva all'ombra di Giovanni Paolo II e c'era un grande interrogativo sulla sua persona. Invece quando lo hanno conosciuto personalmente c'è stato un cambio di atteggiamento. Qui i mezzi di comunicazione hanno parlato di lui, forse lo hanno anche criticato o riflettuto sull'entusiasmo popolare, ma è un fatto temporaneo. Invece attecchisce quando le persone lo hanno potuto vedere e quindi rimangono con una percezione diversa da quanto raccontano i mezzi di comunicazione".

Alessando Speciale, corrispondente vaticano di UCA News, Religion news service e Vatican Insider:

"Benedetto XVI si è trovato davanti a una sfida, a una crisi, non su ciò che lui avrebbe immaginato di costruire il suo pontificato. Parlo della pedofilia e gli abusi sessuali e lui, davanti a questa crisi, ha saputo dare un tono di risposta all'altezza delle circostanze, cosa che forse molti uomini all'interno della Chiesa non avrebbero saputo dare, probabilmente rispondendo in modo istintivo: 'il mondo attacca la Chiesa'. Invece questo Papa si è reso conto che era un male che stava dentro la Chiesa e quindi andava estirpato. Forse lui non avrebbe voluto che il suo pontificato fosse centrato su questo tema e magari non lo pensa, ma agli occhi del mondo questa è la cosa che ha marcato il suo pontificato. Una sfida che non si aspettava ma alla quale ha risposto in modo adeguato".