Benin: appello al dialogo, la pace, la fiducia reciproca

Messaggio della Conferenza episcopale del Paese africano

Roma, (Zenit.org) Redazione | 316 hits

I vescovi cattolici del Benin hanno lanciato nei giorni scorsi "un pressante appello al dialogo, alla pace, alla fiducia reciproca in vista della coesione nazionale”, rivolto “ad ogni figlia e figlio di questo Paese, agli attori politici e responsabili della società civile, e in particolare al nuovo governo che è stato formato".

Nel messaggio, che porta la data del 15 agosto, Solennità dell’Assunzione, la Conferenza episcopale affronta la crisi socio-politica che il Paese africano sta attraversando in questo tempo e la proposta di revisione della Costituzione, presentata il 6 giugno scorso al Parlamento.

A preoccupare gli esponenti della Chiesa cattolica del Benin è il “clima di forti tensioni, di divisioni aperte, di malessere profondo” che sta vivendo la nazione, in modo particolare “il malessere politico” e la mancanza di dialogo.

“La vera comunicazione è assente, selettiva a volte, ma sempre improntata da diffidenza e da sospetto” scrivono i vescovi, che ricordano la semplice 'ricetta' data da papa Francesco alla classe dirigente brasiliana in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù 2013, a Rio de Janeiro: ovvero “Dialogo, dialogo, dialogo”.

Per i vescovi cattolici del Benin, il dialogo serve per ripristinare la fiducia, “collante di tutte le relazioni di collaborazione e di solidarietà”. “Il nostro popolo – si legge nella nota - ha sete di dirigenti seminatori di fiducia e di speranza, capaci di mobilitare le nostre energie e i nostri intelletti per costruire insieme un futuro migliore”.

Per i Vescovi del Benin, il progetto di riforma della Costituzione, che mira a rafforzare il potere del presidente della Repubblica e del Tribunale costituzionale, minaccia la coesione nazionale, indispensabile per affrontare i veri problemi del Paese. In primo luogo “la povertà nonché la miseria di gran parte della popolazione” e la crescente disoccupazione giovanile.

“La Chiesa non apporta alcuna soluzione tecnica né politica” sottolineano i presuli, ma “tuttavia, essa ha il dovere morale di far ricordare che, in un regime democratico, nessuna riforma che susciti forti tensioni ed opposizioni non ha mai portato benefici ad un popolo”.

Di fronte a queste sfide, secondo la Conferenza episcopale, occorre piuttosto vigilare per “costruire la coesione nazionale in spirito di servizio, mobilitando le varie correnti di idee e di sensibilità, anche le più opposte, con la preoccupazione costante del bene di ciascuno e di tutti”.

Il messaggio, che si conclude invocando l’intercessione della Vergine Maria, ricorda il monito rivolto da Papa Benedetto XVI alla classe dirigente del Benin durante il suo viaggio apostolico del 2011, quando disse: “Non private i vostri popoli della speranza! Non amputate il loro futuro mutilando il loro presente!”.

Per leggere il testo integrale del messaggio (in lingua francese) si può cliccare qui .