Bergoglio definì il Rinnovamento nello Spirito "una corrente di grazia"

Pino Scafuro, coordinatore a Buenos Aires ricorda la nomina dell'allora arcivescovo ad assistente spirituale del movimento, carica che avrebbe dovuto assumere dopo il conclave del 2013...

Roma, (Zenit.org) Rocío Lancho García | 603 hits

Il prossimo 2 giugno papa Francesco andrà allo Stadio Olimpico di Roma. Curiosamente, proprio come una partita di calcio, la sua presenza durerà novanta minuti durante i quali il Santo Padre trascorrerà un tempo di preghiera, canti, testimonianze, dialogo ed ascolto assieme a 50mila membri del Rinnovamento nello Spirito Santo.

Per scoprire quelli che furono i rapporti tra il cardinale Bergoglio con il movimento, ZENIT ha intervistato Pino Scafuro, quarantottenne industriale italo-argentino, sposato e padre di due figli. Scafuro è coordinatore del RnS a Buenos Aires e vicepresidente della Fraternità Mondiale delle Comunità del RnS.

Come avvenne il primo contatto del cardinale Bergoglio con il RnS in Argentina?

La corrente carismatica cattolica prese il via in Argentina più di 40 anni fa. Le prime comunità di preghiera furono iniziate da religiosi trinitari e gesuiti. In quegli anni si trattava di una spiritualità sconosciuta nella Chiesa Cattolica, che cresceva rapidamente e spontaneamente, a volte con le imperfezioni proprie di una esperienza nuova, per le quali si partecipava e per le quali bisognava vigilare. A quei tempi, il giovane padre Jorge Mario Bergoglio era provinciale dei gesuiti e dovette richiamare alla prudenza i suoi animatori.

In un’occasione, papa Francesco disse, parlando del RnS, che “alla fine degli anni ’70, inizio Ottanta, avevo detto: “costoro confondono una celebrazione con una scuola di samba”. Poi, però, si pentì di questa dichiarazione, perché conobbe meglio il movimento. Come erano i rapporti tra il cardinale Bergoglio e il RnS in Argentina?

Dopo il periodo che lei ha menzionato, negli anni ’90, quando era vescovo ausiliare e poi arcivescovo di Buenos Aires, abbiamo iniziato ad avere una relazione sempre più stretta e filiale con lui. Nella sua opera di accompagnamento e appoggio, molte volte, esprimeva un’enfasi che ci sorprendeva. Lo ripeté anche come Papa, alla conferenza stampa durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro, quando disse: “A Buenos Aires, mi incontravo frequentemente con loro e, una volta, l’anno celebravo messa con loro in cattedrale. Li ho appoggiati sempre, quando mi sono ‘convertito’, quando ho visto il bene che facevano. Come si può, però, sostenere un movimento che è così libero? Anche la Chiesa è libera. Lo Spirito Santo fa quello che vuole. Inoltre, compie il lavoro dell’armonia…”. In tale risposta il Santo Padre ha espresso il suo riconoscimento della natura del Rinnovamento nello Spirito, “un movimento che è molto libero…”. Questo ci riempie di gioia.

Ha avuto occasione di comunicare con lui, dopo la sua elezione a Successore di Pietro?

Sì, ho potuto salutarlo brevemente a Roma. L’ho trovato molto vivace e a conoscenza dei dettagli, come sempre.

Come definirebbe il cardinale che ha conosciuto?

Come un vescovo sempre a disposizione dei suoi sacerdoti, dei laici e di chiunque sollecitasse un suo consiglio o aiuto, specie per i poveri. I poveri e gli esclusi sono sempre stati la sua priorità. Un pastore secondo il Vangelo, un uomo lucido e realista, un uomo di preghiera e un degno figlio di Sant’Ignazio di Loyola, saggio e sincero. Ascolta con attenzione tutti, però poi prende decisioni in modo libero e fermo.

Papa Francesco verrà allo Stadio Olimpico di Roma per l’incontro italiano di RnS. Cosa rappresenterà in concreto questo gesto del Papa per il RnS e per la vita dei movimenti in generale?

Sarà un incontro internazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo nelle sue molteplici espressioni. Un gesto in più del Santo Padre della sua vicinanza al Rinnovamento nello Spirito, dopo i tanti che già ha espresso quando era a Buenos Aires. Di fatto, era già stato nominato dalla Conferenza Episcopale come assistente spirituale del Rinnovamento nello Spirito in Argentina, incarico che sarebbe diventato effettivo al suo ritorno dal conclave… cosa che non successe, come tutti sappiamo.

Sempre durante la conferenza stampa in aereo, sui movimenti disse: “Credo che i movimenti siano necessari. I movimenti sono una grazia dello Spirito”. Questo incontro sarà una grande benedizione.

È passato più di un anno dall’inizio del suo pontificato e Francesco continua a sorprenderci con i suoi gesti, le sue parole: chi già li conosce, si sorprende?

No, non ci sorprende. Non è cambiato! Siamo abituati ai suoi gesti e alle sue parole, perché anche come arcivescovo di Buenos Aires era così.

C’è qualche episodio dei rapporti tra l’arcivescovo Bergoglio e il RnS che ricorda in modo speciale?

Sì, a livello istituzionale ha riconosciuto il Rinnovamento nello Spirito come una “corrente di grazia”. Ciò significa che non vi riconosce un fondatore umano. Il movimento fu suscitato dallo Spirito Santo. E questa realtà ci impegna a vivere nella libertà dello Spirito, “che fa l’armonia”, come dice papa Francesco. Ci ha anche commosso, comunque, il suo coinvolgimento personale nelle distinte situazioni, a volte complesse, che si manifestavano nel RnS per aiutarlo a crescere e a fruttificare. A livello umano va sottolineata la sua vicinanza, senza dimenticare la profondità e il buon umore.

Un giorno, intervenendo alla Scuola di Formazione del RnS a Buenos Aires, Bergoglio parlò della Chiesa come sua “sposa”. Allora gli domandai pubblicamente, di fronte a centinaia di persone: “Come va con la sua sposa?”. E lui mi rispose: “Molto bene, ma voglio precisare che ho un punto a mio favore: non ho la suocera!”.

Dopo ogni evento al quale partecipava con noi, si preoccupava di salutare uno dopo l’altro tutti gli assistenti. La situazione era di grande frizione tra la folla e certamente si correva il rischio di spintoni tra la gente che voleva salutarlo o chiedergli la benedizione.

Una volta gli dissi: “Padre, venga in cima alla scala, così la vedono meglio!”. Ma lui mi disse: “Mi piace stare allo stesso livello della gente, non più in alto”. Questa frase mi fa pensare al suo attuale modo di stare vicino alla gente da Vescovo di Roma. Se gli fosse possibile, scenderebbe ogni volta dalla papamobile per andare tra la gente!

[Traduzione dallo spagnolo ed adattamento a cura di Luca Marcolivio]