Bioetica e religioni alla Pontificia Università San Tommaso-Angelicum di Roma

Per papa Francesco, il dialogo tra le religioni, realizzato come apertura nella verità e nell'amore, è "in primo luogo come una conversazione sulla vita umana"

Roma, (Zenit.org) Giuseppe Buono, PIME | 279 hits

Il 21 novembre scorso terminavo un ciclo di lezioni sul tema Bioetica e Religioni nel Corso sul Dialogo interreligioso all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Mater Ecclesiae della Pontificia Università San Tommaso – Angelicum di Roma Gli studenti provenivano dall’Asia, dall’Africa, dall’America Latina e dall’Italia. Lo scopo era quella di dimostrare come le questioni bioetiche, oggi, possono essere un ponte per dare più possibilità alle religioni del mondo di dialogare tra loro per il bene dell’umanità partendo, appunto, da valori condivisi come quello non disponibile, ha ripetuto spesso Benedetto XVI, della vita umana dal suo sorgere al suo naturale tramonto.

Tre giorni dopo, il 24 novembre, Papa Francesco, durante la celebrazione eucaristica in Piazza San Pietro per la chiusura dell’Anno della fede, consegnava in anteprima (la data ufficiale del documento pontificio è il 26 novembre) copia della sua prima Esortazione Apostolica: Evangelii Gaudium, la Gioia del Vangelo.

Pensando alle lezioni sui temi della vita nelle grandi religioni del mondo appena concluse, mi ha colpito la riflessione di Papa Francesco nell’Esortazione dove il dialogo tra le religioni, realizzato come apertura nella verità e nell’amore, è “in primo luogo come una conversazione sulla vita umana o semplicemente, come propongono i Vescovi dell’India "un’attitudine di apertura verso di loro, condividendo le loro gioie e le loro pene" (n. 250). Papa Francesco aveva ricordato prima come “i Vescovi dell’Oceania hanno chiesto che lì la Chiesa sviluppi una comprensione e una presentazione della verità di Cristo che parta dalle tradizioni e dalle culture della regione” (n. 118). Importante anche la precisazione di Papa Francesco sull’adeguata formazione degli interlocutori: “E’indispensabile l’adeguata formazione degli interlocutori, non solo perché siano solidamente e gioiosamente radicati nella loro propria identità, ma perché siano capaci di riconoscere i valori degli altri, di comprendere le preoccupazioni sottostanti ai loro reclami e di portare alla luce le convinzioni comuni”.

Bioetica e missioni: impressioni degli studenti

Ecco allora l’importanza di porre le questioni bioetiche all’attenzione e alla riflessione di quanti sono impegnati nella missione della Chiesa, e dovrebbero essere tutti i cristiani. Papa Francesco ha chiarito il motivo della sua Esortazione: “Desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni” (1).

Suor Franzisca, suora domenicana di San Sisto a Roma, colombiana, al termine delle lezioni ha scritto: “A volte mi sento inadeguata a trattare con le ragazze certi discorsi come l’aborto, rapporti pre-matrimoniali, contraccettivi, procreazione assistita, eutanasia e la posizione della Chiesa in tutto questo. Per affrontare certe tematiche bisogna avere le idee chiare e precise…”.

Un altro studente, Fulvio Napoli, che opera in strutture amministrative a Roma: “E’ urgente aiutare i cristiani a prendere coscienza di come la secolarizzazione riguardi anch’essi, aiutandoli a riflettere sulla centralità dei temi che attengono la vita e la capacità di discernere ciò che non è in alcun modo negoziabile, come il valore della vita in sé e dialogare con le altre religioni valorizzando gli aspetti comuni e cercando soluzioni concrete e condivise sui temi più urgenti che sono oggetto della bioetica. In un secondo momento, se necessario, dialogare sulle distanze dottrinali”.

Suor Veronica, dell’Honduras: “Dentro questo percorso misterioso dell’esistenza umana  la bioetica può favorire anche il dialogo etico e religioso tra i credenti di diverse religioni. Sarebbe bello se tutti gli uomini e donne che lavorano nel campo medico e non, si adoperassero alla difesa della vita della quale nessuno di noi è padrone! Non dobbiamo rimanere spettatori di fronte all’oltraggio all’esistenza umana ma con coraggio e prontezza sensibilizzare le coscienze di chi della vita tiene poco conto”

Stefania Dri, insegnante di religione a Latina: “Grazie per le  lezioni... Sono state davvero interessanti ed importanti per me! Non solo per rispondere alle domande che ci vengono poste... ma per la nostra vita, per affrontare le situazioni che siamo chiamati ad affrontare e per capire e trasmettere il vero valore della vita”.

Lindon Homero, colombiano e docente: “Considerando che, da quanto abbiamo appreso dalle sue lezioni, la vita in sé è "sacra", non rimane davvero che continuare a insistere ogni qualvolta ce ne capiti la possibilità che, oltre all'umana ragione e consapevolezza, vi è un'esperienza trascendente che ci chiede di prestare attenzione a quest’aspetto imprescindibile per la crescita umana, sociale e interculturale”.

Ecco come oggi la missione della Chiesa si deve coniugare di più con il dialogo interreligioso sui valori universali che segnano la persona umana per difenderla da tante aggressioni anche pseudoscientifiche. Concludendo con Papa Francesco: “La gioia del Vangelo, che riempie la vita della comunità dei discepoli, è una gioia missionaria” (Evangelii Gaudium, 21).