C'è vita anche nella malattia

Intervista con gli organizzatori del Seminario dell'Università Lateranense dedicato al dialogo tra psicologi e psicoterapeuti con pazienti affetti da patologie organiche gravi

Roma, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 451 hits

L’attenzione al paziente con patologia organica grave richiede un impegno particolare da parte di psicologi e di psicoterapeuti. Ne sono consapevoli coloro che operano in questo settore. Ed è a partire dalla loro esperienza che è stato organizzato il Seminario “Dialogo fra gli approcci di psicologia clinica al paziente con patologia organica grave” che si svolgerà presso l’Università Lateranense il prossimo 15 aprile, dalle ore 9 alle 17. La partecipazione è gratuita ed è rilasciato un attestato per riconoscimento crediti. Per l’occasione, ZENIT ha incontrato gli organizzatori dell’evento. 

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Prof. Crocetti, l’Alma Salus Onlus in collaborazione con l’UPOG ha proposto questo seminario che si svolgerà alla Lateranense. Perché questo evento?

Prof. Crocetti: Il seminario si pone come una tappa significativa della collaborazione dell’associazione Alma Salus Onlus con alcune scuole di specializzazione in psicoterapia avviata l’anno scorso con il progetto “Qualità e professionalità”, coordinato dalla Dott.ssa G. Zaccarello. Abbiamo pensato di proporre uno spazio di dialogo tra psicoterapeuti di diversi approcci clinici che operano in contesti di oncologia e patologie organiche gravi. 

Colpisce la passione di professionisti che, come lei, da anni si occupano con dedizione alle persone ammalate di cancro. Dopo tutti questi anni di studio, lavoro e ricerca, quali sono secondo lei gli elementi che favoriscono il sostegno al malato oncologico?

Prof. Crocetti: Per rispondere a questa domanda devo puntualizzare due aspetti. Innanzitutto ciò che rende efficace l’intervento sui pazienti è la capacità di rispondere in modo attento e adeguato al loro bisogno di accudimento. Il paziente, come in generale l’essere umano, ha bisogno di essere accudito e ascoltato nei suoi bisogni vitali di base, nell’essere aiutato ad organizzare, orientare e dare senso alla propria esistenza. Il dolore e la sofferenza nei diversi momenti evolutivi e nei diversi contesti di vita sono, pertanto, temi centrali del nostro operare quotidiano.

Inoltre, ritengo che per un lavoro qualificato in psiconcologia sia fondamentale la formazione degli psicologi e degli operatori per tutelare sia il paziente sia l’operatore stesso da eccessivi stress. Per tale motivo per i tirocinanti che afferiscono all’Alma Salus è stato proposto il progetto a cui accennavo prima, per seguirli in gruppo ed individualmente. 

Quali sono gli argomenti che proporrete nel seminario?

Prof. Crocetti: L’obiettivo è di fornire un campo di discussione su: epistemologia, strategie e tecniche a cui ciascuno approccio fa riferimento allo scopo di riflettere sulle diverse alternative per promuovere il benessere del soggetto in condizione di malattia. Interverranno le scuole che attualmente collaborano con l’Alma Salus nelle persone dei direttori o di docenti autorevoli nell’ambito della psiconcologia.

In particolare, oltre al sottoscritto, parteciperanno la Dott.ssa Patrizia Moselli per la Siab, il Prof. Annibale Bertola per la SIRPIDI e la Prof.ssa Magda Di Renzo per l’Ido. Ognuno di loro durante la mattinata proporrà un approccio di lavoro clinico con le persone ammalate di cancro e durante il pomeriggio discuteranno su alcuni stimoli proposti da Mons. Andrea Manto. Inoltre, oltre al coinvolgimento degli addetti ai lavori abbiamo pensato di coinvolgere anche due voci fuori campo ma molto impegnate nell’ambito sociale e attenti alle persone con patologie croniche, l’On. Paola Binetti e il Dott. Silvio Borrello. 

Anche lei, dott.ssa Tavella, è molto impegnata nel lavoro in psiconcologia. Quali sono secondo lei gli aspetti che occorre potenziare per rendere il sostegno psicologico più efficace?

Dott.ssa Tavella: Malessere e benessere si intrecciano continuamente nell’esistenza di ogni persona. Cogliere “il senso del non senso” tipico del malessere e della malattia oncologica in modo particolare, significa contribuire al benessere dell’individuo. Per essere affrontate adeguatamente, situazioni limite come quelle di tipo oncologico presuppongono una sintonia con una cultura della persona. È necessario potenziare aspetti come l’ascolto autentico, il dialogo, la comunicazione. Risulta essenziale la promozione di competenze specifiche che permettano di umanizzare sempre di più il rapporto con i pazienti, modulare con responsabilità la comunicazione, offrire ascolto e sostegno autentici che tengano sempre presente la centralità della persona. 

Vorrei concludere chiedendo ad entrambi di spiegare cosa intendete quando dite “c’è vita anche nella malattia”.

Dott.ssa Tavella: La sofferenza si radica nell’esperienza umana e testimonia la grandezza e insieme la fragilità della persona. Se la conoscenza di sé diventa vera e profonda attraverso un insieme di esperienze, quella del dolore viene ad acquistare un ruolo determinante che l’operatore sanitario, l’educatore, il professionista nei diversi ambiti non possono disattendere. Mentre il dolore mette in rapporto l’individuo con le cose concrete, con i bisogni e invita all’agito, la sofferenza mette in rapporto con il desiderio, le relazioni significative, il destino degli affetti. Il tema della sofferenza viene affrontato alla luce di una visione cristiana. In questo senso la sofferenza acquista un significato, come emersione da un’esperienza di annientamento, appiattimento, annullamento del proprio sé come conseguenza di un dolore che altrimenti non potrebbe essere accettato, spiegato e tollerato. L’esperienza con i pazienti con patologie organiche gravi è un’esperienza che radica alla vita e la orienta sui valori etici e pre-etici. Dunque è un’esperienza che non toglie risorse ma che alimenta il senso stesso e la consapevolezza dell’essere vivi.

Per il programma completo: www.almasalus.org