Camminare con i peccatori e i superbi. Dio è umiltà e sempre ci aspetta

Nel corso dell'omelia a Santa Marta, papa Francesco ha spiegato che nella preghiera eucaristica, si canta dellamore di Dio che ha voluto farsi storia con noi

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 618 hits

Dio non ha storia perché è eterno ma “ha voluto fare storia, camminare vicino al suo popolo (…) farsi uno di noi e come uno di noi camminare con noi in Gesù. E questo ci dice dell’umiltà di Dio”.

Così papa Francesco, nel corso dell’omelia tenuta stamani nella Messa alla Casa Santa Marta.

Secondo quanto riportato da l’Osservatore Romano, il Papa ha spiegato che “nella storia del popolo di Dio ci sono momenti belli come questo, che danno tanta gioia, e anche ci sono momenti brutti, di dolore, di martirio, di peccato”.

“Sia nei momenti brutti sia nei momenti belli - ha aggiunto - una cosa sempre è la stessa: il Signore è là. Mai abbandona il suo popolo, perché il Signore quel giorno del peccato, del primo peccato, ha preso una decisione, ha fatto una scelta: fare storia con il suo popolo”.

Dio ha voluto camminare con il suo popolo “e quando il suo popolo si allontanava da lui con il peccato, con l’idolatria, tante cose che vediamo nella Bibbia - ha sottolineato il Papa - Lui era lì”.

Per il Vescovo di Roma camminare con il popolo, camminare con i peccatori, anche camminare con i superbi, è un atteggiamento di grande umiltà perché “Dio sempre aspetta, Dio è accanto a noi. Dio cammina con noi. È umile. Ci aspetta sempre. Gesù sempre ci aspetta. Questa è l’umiltà di Dio”.

Papa Francesco ha affermato che la Chiesa canta con gioia l’umiltà di Dio che ci accompagna anche nella nostra vita personale attraverso i sacramenti.

In questo contesto – ha sottolineato – “il sacramento non è un rito magico, è un incontro con Gesù Cristo”. Attraverso i sacramenti “incontriamo il Signore. È lui accanto a noi e ci accompagna: compagno di cammino”.

“Anche lo Spirito Santo – ha continuato il Papa  - ci accompagna e ci insegna tutto quello che noi non sappiamo nel cuore. Ci ricorda tutto quello che Gesù ci ha insegnato e ci fa sentire la bellezza della buona strada”.

“E se Dio  è entrato nella nostra storia - ha concluso papa Francesco -. entriamo noi anche un po’ nella sua storia o almeno chiediamogli la grazia di lasciarci scrivere la storia da lui. Che lui ci scriva la nostra storia. È sicura”.