Camminare per l'Italia: uno studio per i pellegrinaggi

Presentato il volume a cura del Ministero del Turismo, in collaborazione con l'ORP

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 282 hits

Nel turismo italiano – e in particolare nel turismo religioso – manca una strategia unitaria in grado valorizzare al massimo il nostro grande patrimonio artistico, storico, culturale ed ambientale.

Il volume Io cammino in Italia ha l’obiettivo di colmare questa lacuna, grazie ad uno studio con una mappatura completa e dettagliata sui cammini italiani, a partire dalla via Francigena, tracciando un quadro di opportunità ed interventi necessari per la loro valorizzazione di fede e turistica.

Lo studio è una risultante delle ricerche e delle competenze che l’Opera Romana Pellegrinaggi (ORP) ha maturato nel tempo in merito alle attività preparatorie, di progettazione e sviluppo dei Cammini e dei servizi di accoglienza e di supporto dei pellegrini durante tutto il percorso.

L’opera è stata presentata stamattina presso il Ministero per le Attività Culturali e del Turismo, che ha realizzato il volume, alla presenza di monsignor Liberio Andreatta, presidente dell’ORP, del capo di gabinetto del Ministero, Marco Lipari, di Flavia Maria Coccia ed Alessandra Nacca, entrambe membri del coordinamento generale e scientifico dello studio.

Le due studiose hanno citato alcuni dati sul turismo italiano, con particolare riguardo al turismo religioso, sottolineando le opportunità offerte dal settore e quasi sempre non colte. Dai dati del 2012, ad esempio, emergono circa 3,6 milioni di turisti religiosi, dei quali il 39% è straniero.

Le due dimensioni del turismo “religioso” e di quello “mondano” non sono nettamente demarcate e, sovente, anche chi fa pellegrinaggi ama svagarsi e approfondire, assieme alla spiritualità, anche i propri interessi culturali o artistici.

È necessario, ha osservato la dottoressa Nacca, un lavoro di sinergia e di squadra tra tutte le eccellenze turistiche del paese; serve, in altre parole, una visione molto più “nazionale” e meno localistica di questo settore, con una cooperazione tra imprese e politica, tra chiesa e laici, tra pubblico e privato.

Come ha sottolineato la dottoressa Coccia, i pellegrinaggi sono generalmente caratterizzati da un’accurata preparazione preliminare, in cui circa un terzo dei pellegrini si documenta su Internet prima di partire, compiendo una sorta di primo “pellegrinaggio virtuale”.

Lo studio Io cammino in Italia, ha aggiunto la curatrice dell’opera, intende contribuire a una nuova concezione del turismo che “metta al centro l’uomo”.

Facendo leva sui suoi 40 anni di esperienza nel turismo religioso, monsignor Liberio Andreatta ha spiegato che, tra i pellegrini figurano tipologie umane molto diverse: “c’è chi fa il pellegrinaggio per motivi sportivi, chi per motivi ambientali, culturali o religiosi”. Inoltre, ogni pellegrinaggio si caratterizza per “tre momenti: il cammino, la sosta, la meta”.

È finita, secondo monsignor Andreatta, l’epoca del “turismo alla giapponese, con dodici capitali da visitare in dodici giorni” e il turista, ormai, “cerca valori diversi”.

Papa Francesco, ha aggiunto il presidente dell’ORP, “fa sempre riferimento all’uomo pellegrino”. Andreatta ha citato le seguenti parole del Santo Padre: “Ognuno di noi può essere “errante” o “pellegrino”: o errante, o pellegrino. Il tempo che viviamo vede molte persone “erranti”, perché prive di un ideale di vita e spesso incapaci di dare senso alle vicende del mondo. Con il segno del pellegrinaggio, voi mostrate la volontà di non essere “erranti” (leggi documento integrale).

Al tempo stesso ci sono, ha ricordato Andreatta, pellegrini che partono con “motivazioni avulse dai valori spirituali”, tuttavia per qualunque pellegrino la meta non è “terrena” bensì “eterna”.

Il pellegrino di oggi è “un uomo solo” a cui “manca lo stupore”, non ha più “punti di riferimento” ed è “alla ricerca di risposte”.

Concludendo la conferenza stampa, il capo di gabinetto del Ministero del Turismo, Marco Lipari, ha ricordato quanto sia fondamentale dare una “riposta diversificata” alla varietà delle esigenze esistenti tra i pellegrini e un “racconto dell’Italia” che possa rilanciare il circuito turistico nel paese.