Card. Bertone: l'istruzione ha bisogno di una dimensione religiosa

E' “insita nel cuore umano”, ricorda

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CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 5 ottobre 2011 (ZENIT.org).- Il Segretario di Stato di Benedetto XVI, il Cardinale Tarcisio Bertone, ha presieduto questa domenica a Ivrea la beatificazione di madre Antonia Maria Verna (1773-1838).

Madre Antonia, fondatrice delle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea, è stata ai suoi tempi un punto di riferimento per l'istruzione delle donne (cfr. ZENIT, 30 settembre 2011).

In occasione della sua beatificazione, il porporato ha avvertito che mettere da parte la dimensione religiosa della persona impoverisce l'istruzione, e ha sottolineato l'attualità delle idee educative della suora, dicendo che ricordano la necessità fondamentale di scuole in cui la dimensione religiosa si riveli “in tutto il suo potenziale positivo per uno sviluppo umano pieno”.

“Troppe volte sembra che si abbia paura di lasciare spazio alla dimensione religiosa della vita, insita nel cuore umano”, ha osservato il Cardinale, lamentando la tendenza a “confinarla e nasconderla nel privato dell’individuo”, atteggiamento che “impoverisce enormemente il lavoro educativo”.

Il messaggio di madre Antonia “invita a non avere paura di educare alle scelte impegnative che Gesù non cessa di proporre, nella Chiesa, sulle strade delle diverse vocazioni”, ha indicato il Segretario di Stato vaticano.

“In collaborazione con le autorità civili del suo tempo, madre Antonia ha lavorato per l’educazione e per la scuola, per una scuola che potesse raggiungere il maggior numero di fanciulli e che li aiutasse a sviluppare tutte le dimensioni della loro personalità in modo completo e armonico”, ha spiegato.

Il numero delle scuole dirette dalle Suore di Carità dell'Immacolata Concezione di madre Verna “ci interpella oggi più che mai sul ruolo di una scuola libera e paritaria, come presenza che arricchisce l’ambito educativo di una Nazione”.

Le scuole dirette dalle figlie spirituali di madre Antonia in Europa, America, Medio Oriente e Africa, ha concluso, hanno favorito la formazione di “generazioni di insegnanti che sono state e sono autentiche educatrici, il cui contributo per lo sviluppo culturale e sociale dei rispettivi Paesi è difficilmente valutabile e troppo spesso viene dimenticato”.