Cardinale Martino: L'Europa riscopra la verità, la libertà, la solidarietà e il senso del sacrificio

Alla 58° Sessione dell'Istituto Alti Studi della Difesa

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ROMA, venerdì, 9 marzo 2006 (ZENIT.org).- Verità, libertà, solidarietà e senso del sacrificio: è su questi valori che l’Europa potrà adempiere al suo ruolo futuro in un mondo globalizzato e pacificato, sostiene il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale Renato R. Martino,



Così ha detto il porporato intervenendo il 9 marzo a Roma, al Seminario della 58.ma Sessione dell’Istituto Alti Studi Difesa, dal titolo: “Scenario strategico europeo”, e parlando dei valori che hanno reso possibile, all’indomani della Seconda Guerra mondiale, la “costruzione europea” voluta dai padri fondatori per la pacificazione del Continente.

Secondo quanto affermato in un comunicato del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale ha voluto anzitutto rendere omaggio ad Alcide De Gasperi (1881-1954), statista italiano di profonda fede cristiano-cattolica e considerato insieme a Konrad Adenauer e Robert Schuman, uno dei padri fondatori dell'Europa, intesa come portatrice di ideali di pace e fratellanza attraverso una stretta collaborazione economica, sociale e politica.

Il porporato ha quindi ricordato di De Gasperi la “profonda convinzione che i popoli europei hanno un comune patrimonio di valori spirituali ed umanistici e che solo riscoprendo tali comuni valori e coltivando una comune mentalità europea sarà possibile un’ Europa finalmente pacificata e sviluppata”.

Delineando quindi la visione della Santa Sede sul ruolo dell’Europa nell’epoca della globalizzazione, il Cardinale Martino ha richiamato il magistero europeo di Giovanni Paolo II, secondo cui due grandi e fondamentali questioni si pongono all’orizzonte del Continente nei prossimi anni: quella della verità e quella della libertà, si legge nella nota del Dicastero.

Con riferimento alla questione della verità, il Presidente di Giustizia e Pace ha sottolineato “la drammatica domanda di senso che la tecnica pone nell’ambito politico, ove incombe il rischio della tecnocrazia; nell’ambito della manipolazione della vita, là dove ci si affida ciecamente alle biotecnologie; e nell’ambito della comunicazione, rimodellato e sconvolto dalla tecnologia informatica”.

Dalla risposta giusta o sbagliata in questi tre ambiti, secondo il Cardinale, dipenderà in gran parte il futuro dell’Europa e, in definitiva, dell’umanità.

“Infatti - si legge ancora nel comunicato -, se manca il riferimento alla verità, la democrazia si trasforma in tecnica procedurale, la biotecnologia in 'fabbricazione' della vita e dell’uomo, e le tecnologie dell’informazione in produzione di mondi virtuali, con il rischio di forme inedite di asservimento dell’uomo all’uomo”.

Con riferimento poi alla questione della libertà, sempre citando Giovanni Paolo II, il Cardinale Martino ha ribadito che “libertà non significa arbitrio. L’uomo libero è tenuto alla verità e non c’è libertà senza verità. La libertà del singolo non va separata dalla libertà degli altri e dunque non c’è libertà senza solidarietà e senza sacrificio”.

“L’Europa in definitiva deve essere un continente aperto e accogliente, continuando a realizzare nell’attuale era della globalizzazione forme di cooperazione internazionale non solo economica, ma anche sociale e culturale, in termini di una nuova cultura di solidarietà, pensata come seme della pace”, si legge di seguito nella nota.

“Questo vecchio Continente – ha concluso il Cardinale Martino – che ha conosciuto prima degli altri guerre di religione, imperialismi, ideologie e totalitarismi, ha il dovere di proporsi oggi al mondo globalizzato come un laboratorio di convivenza solidale e di pace”.