“Caritas Haiti” lancia un appello alla rete internazionale dell’organizzazione

E presenta un piano di emergenza per aiutare la popolazione

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PORT-AU-PRINCE, 9 marzo 2004 (ZENIT.org).- La “Caritas” di Haiti ha rivolto un appello urgente alla rete internazionale dello suo stesso ente caritativo al fine di rispondere all’attuale stato di emergenza in cui si trova il Paese caraibico, uno dei più poveri al mondo.



Il piano di emergenza presentato da “Caritas Haiti” alle Caritas di tutto il mondo – secondo quanto appreso lo scorso venerdì 5 marzo – contempla la realizzazione sia di azioni immediate di aiuto alle popolazioni più vulnerabili, sia di programmi a medio e lungo termine finalizzati ad assicurare condizioni minime di vita nel Paese.

Il 65% degli 8,1 milioni di haitiani vive al di sotto della soglia di povertà estrema. In questo momento, la popolazione attraversa un clima di insurrezione che ha portato all’esilio del presidente Jean-Bertrand Aristide.

Una forza di pace autorizzata dall’ONU è presente nel Paese, dove la violenza e i saccheggi continuano ad imperversare.

Già alla fine di febbraio il direttore della “Caritas” di Haiti, Wilnus Tilus, era stato allertato dalla comunità internazionale, insieme ai rappresentanti di altre sei ONG haitiane, sull’allarmante situazione di rischio alimentare nella quale si trovavano quattro milioni di haitiani, ovvero la metà della popolazione.

Il piano di contingenza messo a punto dalla “Caritas” di Haiti include un ampio repertorio di interventi umanitari in settori fondamentali come l’alimentazione, la salute, l’educazione e la casa, per un importo di 1.667.500 dollari.

“Caritas Haiti” prevede di agire nelle 9 diocesi del Paese – Cap Haïtien, Cayes, Fort Liberté, Jacmel, Jeremie, Gonaives, Hinche, Port-au-Prince e Port-de-Paix – grazie al personale locale delle diverse “Caritas” diocesane.

Tra le azioni previste figurano la creazione di 9 centri di distribuzione di medicinali e materiale medico di pronto soccorso, la messa in funzione di 5 mense scolastiche e 5 centri di assistenza che permettano di rispondere alle esigenze di una popolazione di circa 5.000 studenti, 1.000 gestanti, 3.000 lattanti e 200 malati di Aids.

Contemplata, anche, l’installazione di cinque cisterne per acqua potabile in ogni diocesi, l’avvio di un programma estensivo di vaccinazione del bestiame d’allevamento, la costruzione di 180 magazzini e la ricostruzione e riabilitazione di 200 strutture abitative.

Infine, “Caritas Haiti” metterà in funzione un sistema proprio di intercomunicazione per l’allerta umanitaria. A tal fine, infatti, installerà una rete di comunicazione via radio tra le 9 diocesi del Paese che permetta di disporre di informazioni dirette e sempre aggiornate sulla situazione umanitaria di ogni regione di Haiti.