Cattolici, anglicani e luterani affrontano l’ecumenismo degli ultimi 40 anni

Congresso a Roma convocato dalla Pontificia Università Salesiana

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ROMA, giovedì 25 marzo 2004 (ZENIT.org).- Rappresentanti cattolici, luterani e anglicani si riuniranno in questi giorni a Roma per fare un bilancio dell’ecumenismo degli ultimi quarant’anni, su iniziativa della Pontificia Università Salesiana di Roma.



L’incontro, che si tiene tra il venerdì e il sabato, vedrà la partecipazione del cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, il quale farà un bilancio de “La situazione ecumenica odierna”, secondo quanto riportato nel programma.

Il tema dell’incontro è “Quarant’anni dopo la ‘Unitatis Redintegratio’ ”, decreto del Concilio Vaticano II emesso il 21 novembre 1964.

Tra i partecipanti vi è Lord George Carey, arcivescovo della Comunione anglicana, il quale tratterà il tema “La meta dell’ecumenismo”, e il pastore Juergen Astfalk, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, che affronterà l’argomento “Ecumenismo e giustificazione”.

Don Donato Valentini, professore emerito di ecclesiologia ed ecumenismo presso la Pontificia Università Salesiana, che inaugurerà l’incontro, osserva - citando l’enciclica ecumenica di Giovanni Paolo II, “Ut unum sint” - che attualmente l’ecumenismo “presenta luci ed ombre”.

“Per esempio presso i nostri fratelli vi è una certa frammentazione; ci sono diverse correnti interpretative in fatto di ecumenismo; si danno nuovi problemi a livello etico”, precisa.

“Ci sono tuttavia anche delle nuove luci - prosegue nelle dichiarazioni rilasciate al servizio d’informazione cattolico italiano SIR -. Si registra in particolare un impegno sempre più diffuso nel popolo di Dio per un incontro a livello ecumenico con i fratelli. Si vanno sempre più moltiplicando i momenti e i luoghi di preghiera per l’unità dei cristiani”.

“Infine si intravedono anche delle speranze per quanto riguarda lo sblocco di alcune situazioni nel dialogo ecumenico. C’è in fondo dunque un’azione dello Spirito Santo che accanto a momenti di sfiducia e crisi fa intravedere degli orizzonti di speranza”, conclude don Valentini.