Cattolici croati protestano contro la cristianofobia

Una docente di religione processata per presunti commenti sull'omosessualità

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ZAGABRIA, lunedì, 21 marzo 2011 (ZENIT.org).- I cattolici croati non sono abituati a organizzare manifestazioni pubbliche, ma la scorsa settimana sono scesi in strada per protestare contro la cristianofobia nel loro Paese.



In una nota, Vincent Batarelo, un laico della comunità Internet “Vigilare”, ha reso noto che la manifestazione pacifica ha avuto luogo lunedì di fronte a un tribunale di Zagabria in cui una professoressa di religione era stata denunciata da un'organizzazione lesbica. “Vigilare” ha aiutato a organizzare la manifestazione.

Il gruppo lesbico, Kontra, ha presentato denuncia contro Jelena Mudrovcic per aver affermato presuntamente che l'“omosessualità è una malattia”.

La professoressa ha negato le accuse e ha affermato di aver solo insegnato ciò che è scritto nel libro di religione.

La studentessa che ha denunciato la Mudrovcic non partecipava alla lezione, ma ha commentato la cosa con sua madre, Marina Vukusic, che ha riportato la questione al gruppo attivista lesbico.

Nelle accuse, Kontra ha invocato una legge antidiscriminazione approvata un paio di anni fa in Croazia; all'epoca, i rappresentanti della Chiesa hanno protestato affermando che la legge avrebbe potuto essere usata per sopprimere la libertà religiosa, ha affermato Batarelo.

Il sistema educativo statale attualmente permette le lezioni di educazione cattolica come corsi opzionali, ma Kontra ha affermato la sua intenzione di cercare di cambiare questa situazione.

Più di 200 cattolici hanno manifestato di fronte al tribunale con striscioni con su scritto “Stop Christianophobia”.

Batarelo ha spiegato che questo è “un momento storico, perché è la prima volta nei vent'anni di indipendenza della Croazia che i cattolici sono scesi in strada”.

“L'obiettivo è stato raggiunto e si è creata una base per azioni future”, ha aggiunto.

Batarelo ha quindi concluso osservando che questa notizia è “particolarmente adatta per esortare i cattolici e i cristiani in Europa orientale (ex Paesi comunisti) a lottare per le proprie convinzioni”.