Cattolici ed Ebrei chiedono congiuntamente di rispettare il carattere sacro di Gerusalemme

Così come i credenti delle varie religioni che vivono nella Città Santa

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CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 19 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Cattolici ed Ebrei hanno rivolto un appello perché vengano rispettati il carattere sacro di Gerusalemme e le comunità delle varie religioni che vivono nella Città Santa.



L’esortazione è stata lanciata in un comunicato pubblicato dopo la riunione del Comitato bilaterale formato dalla Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo ed il Gran Rabbinato di Israele, tenutasi a Grottaferrata, nei pressi di Roma, dal 17 al 19 ottobre.

L’incontro aveva come tema “Una visione comune della giustizia sociale e del comportamento etico” ed i suoi partecipanti, secondo quanto rivelano nel testo, hanno constatato che “nelle nostre rispettive comunità non c’è una conoscenza sufficiente del cambiamento che si è verificato nei rapporti tra Cattolici ed Ebrei”.

Per questo sottolineano: “Non siamo nemici, ma compagni nella presentazione dei valori morali essenziali per la sopravvivenza ed il benessere della società umana”.

Dopo aver ricordato che “Gerusalemme ha un carattere sacro per tutti i figli di Abramo”, i rappresentanti ebrei e cattolici hanno rivolto un appello “a tutte le autorità competenti affinché rispettino questo carattere ed impediscano gli atti che offendono la sensibilità delle comunità religiose che risiedono a Gerusalemme e la amano”.

A firmare il comunicato sono stati sei membri della delegazione ebraica, cinque di essi rabbini, tra i quali il rabbino Shar Yishuv Cohen, ex rabbino capo di Haifa, e David Rosen, direttore internazionale per gli Affari Religiosi.

La delegazione cattolica è stata guidata dal cardinale argentino Jorge María Mejía, archivista e bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa, e dal cardinale svizzero Georges Cottier, O.P., ex Teologo della Casa Pontificia.

“Rivolgiamo un appello alle autorità religiose affinché protestino pubblicamente ogni volta che vengono compiute azioni irrispettose contro le personalità religiose, i simboli ed i Luoghi Santi, come ad esempio la profanazione dei cimiteri o il recente attacco al patriarca armeno di Gerusalemme”, affermano Ebrei e Cattolici.

“Chiediamo loro di educare le loro comunità a comportarsi con rispetto di fronte alle persone e alla fede che queste professano”, concludono.

Il cardinal Walter Kasper, presidente della Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, e Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, si sono incontrati il pomeriggio di martedì 18 ottobre presso la Pontificia Università Gregoriana, per discutere nel corso di una conferenza dello stato del dialogo ebraico-cattolico.

In occasione del trentesimo anniversario della Commissione per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, istituita da Paolo VI il 22 ottobre 1974, il cardinal Kasper, accompagnato da una delegazione della commissione, visiterà la sinagoga di Roma nel pomeriggio di venerdì prossimo 22 ottobre, giorno dell’anniversario, quando la comunità ebraica si riunirà per la celebrazione dello Shabbat.

In alcune dichiarazioni rilasciate a “Radio Vaticana”, padre Norbert Hofmann, segretario della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l’Ebraismo, ha riconosciuto che dopo il Concilio Vaticano II i Cattolici stanno scoprendo le radici ebraiche della loro fede.

“Gesù era un Ebreo, la Madre di Dio era una ebrea, gli apostoli erano Ebrei. Il Cristianesimo ha delle radici ebraiche e noi stiamo riscoprendo sempre di più le cose che abbiamo in comune”, ha affermato.