Centrafrica: Saccheggiata la missione di Nostra Signora di Fatima a Bouar

Un missionario italiano e un diacono centrafricano sono stati in balia per tre ore dei ribelli Seleka

Roma, (Fides.org) | 262 hits

Un missionario italiano e un diacono centrafricano sono le ultime vittime dei ribelli Seleka. “Il 28 settembre p. Beniamino Gusmeroli, missionario italiano valtellinese, e fr. Martial Mengue, diacono centrafricano, sono stati in balia per tre ore dei ribelli Seleka, che hanno imbavagliato e minacciato di morte il guardiano e sono entrati in casa armati di Kalashnikov” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dalla Congregazione Sacro Cuore di Gesù di Bétharram alla quale i due religiosi appartengono.

Il fatto è accaduto nella missione di Nostra Signora di Fatima a Bouar (nel nord-ovest della Repubblica Centrafricana). “Questa è la seconda missione della diocesi che di notte viene danneggiata in una settimana” dice p. Gusmeroli, che ha racconta come si sono svolti i fatti: “Si trattava di un gruppetto di 5 uomini armati fino ai denti, stranieri , di provenienza sudanese, capaci solo di dire qualche parola in sango e francese”.

“Hanno imbavagliato e legato fr. Martial e si sono fatti condurre in camera di p. Beniamino, dove hanno iniziato a razziare tutto quello che trovavano”. 

“Visto i tentativi di resistenza da parte di p. Beniamino, hanno legato ed imbavagliato anche lui e hanno così potuto mettere tutto a soqquadro e rubare denaro, computer, macchina fotografica, telefoni e tutto quello che interessava loro” prosegue il racconto. 

“Hanno preso in ostaggio per coprirsi la fuga fr. Martial – rilasciato poi un po’ più tardi – e lo hanno derubato del passaporto, ottenuto dopo mesi di attesa e appena vidimato all’Ambasciata di Yaoude per poter venire in Italia per uno stage”.

“Si è consumato così l’ennesimo atto di prepotenza e di saccheggio da parte dei ribelli Seleka, ormai incontrollati ed incontrollabili da parte della autorità. Segno di un degrado della situazione che non vede spiragli di cambiamento se non vi sarà un intervento rapido e deciso da parte della comunità internazionale”conclude il comunicato.

(Fonte: Agenzia Fides 30/9/2013)