Che cosa cercate?

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 831 hits

Lettura

L’evangelista Giovanni ci mostra il comportamento dei primi discepoli che scoprono la presenza di Gesù all’inizio della sua vita pubblica. Sarà un’esperienza indimenticabile! Uno dei due è proprio lo stesso Giovanni, fratello di Giacomo e figlio di Zebedeo; l’altro è Andrea, fratello di Simone, che Gesù chiamerà Pietro. L’incontro con Cristo cambierà totalmente la loro esistenza e farà scoprire loro i piani misteriosi di Dio, che li voleva come “pescatori di uomini” e colonne della Chiesa.

Meditazione

L’episodio narrato dall’evangelista Giovanni ci aiuta ad approfondire il clima del Natale di pace serena e di gioia profonda nel quale ci troviamo ancora immersi. Diceva il beato Giovanni Paolo II: «La festa del Natale è entrata nel costume come incontrastata ricorrenza di letizia e di bontà e come occasione e stimolo ad un pensiero gentile, ad un gesto di altruismo e di amore... Il significato è che, con la venuta di Cristo, l’intera storia umana ha trovato il suo sbocco, la sua spiegazione, la sua dignità. Dio ci si è fatto incontro in Cristo, perché noi potessimo avere accesso a Lui. A ben guardare, la storia umana è un ininterrotto anelito verso la gioia, la bellezza, la giustizia, la pace. Sono realtà che soltanto in Dio possono trovarsi in pienezza. Ebbene, il Natale ci reca l’annuncio che Dio ha deciso di superare le distanze, di valicare gli abissi ineffabili della sua trascendenza, di accostarsi a noi, fino a far sua la nostra vita, fino a farsi nostro fratello!» (Giovanni Paolo II, 23 dicembre 1981). Andrea e Giovanni, discepoli del Battista, non dimenticheranno mai l’incontro con il Rabbi della Galilea presso il fiume Giordano, indicato come «l’agnello di Dio». Nel vedere che lo seguivano, Gesù domandò loro: «Che cercate?». È una domanda profonda. Non dice: chi cercate, ma “che” cercate, cioè quali sono i vostri aneliti più profondi? Siete in cerca di che cosa? È una domanda che li pone “in gioco”, non li lascia indifferenti. E alla domanda essi rispondono con il desiderio di conoscerlo meglio, di stare con Lui. Quell’esperienza cambierà tutta la loro vita. Chi si affaccia un poco all’intimità della conoscenza di Cristo non rimane indifferente. Lasciamo anche noi che il Dio che è disceso dal cielo e che giace inerme e povero in una mangiatoia faccia sorgere in noi la domanda: “Che cercate?”. La sua luce darà risposta ai nostri aneliti più profondi.

Preghiera

«Vi invito a perseverare nella lode al Signore, nel ringraziamento e nella gioia. Vi esorto anche a rimanere in devota adorazione, accanto a Gesù Bambino, con il rispetto e lo stupore dei pastori. Andiamo a lui con fiducia; accogliamo con generoso abbandono i suoi provvidenziali disegni...” (dall’Angelus di Giovanni Paolo II, del 26 dicembre 1990).

Agire

Persevererò nella contemplazione del mistero dell’amore di Dio per me e per l’umanità.

Meditazione del giorno a cura di padre Paolo Cerquitella, LC, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it