Che cosa è l'Insegnamento della Religione Cattolica?

Lo spiega un nuovo volantino realizzato dalla Commissione per la Pastorale Scolastica e l'IRC della Conferenza Episcopale del Lazio

San Benedetto del Tronto, (Àncora Online) Nicola Rosetti | 549 hits

È sempre più numerosa la presenza degli stranieri nel nostro paese. Da anni si parla di progetti di integrazione che da una parte favoriscano negli italiani un senso di accoglienza e dall’altra possano aiutare coloro che provengono da altri paesi a comprendere meglio gli usi e i costumi del nostro popolo.

Una realtà che può essere utile in questo processo di mutua conoscenza è l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). Come riconosciuto nell’art .9 c. 2 dell’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984, i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano e non si può realisticamente pensare ad una vera integrazione senza una loro approfondita conoscenza.

Una conoscenza che in nessun modo significa adesione alla religione cattolica. Infatti l’IRC  è inserito nell’ambiente scolastico con finalità culturali e didattiche e non catechetiche o di iniziazione alla fede cristiana. Ne è una riprova ad esempio il fatto che, a fronte del 90% di alunni che si avvalgono di tale insegnamento, non corrisponde un’uguale percentuale di praticanti.

Dunque l’IRC può essere una risorsa per l’integrazione. Di questo sono convinti i membri della Commissione per la Pastorale Scolastica e l’IRC della Conferenza Episcopale del Lazio che hanno elaborato un volantino informativo multilingue atto a far conoscere che cosa sia questa materia.

Il volantino (redatto in italiano, inglese, spagnolo, rumeno, ucraino, arabo, cinese e filippino) spiega in maniera chiara come tutti gli alunni – cattolici, non cattolici e non credenti – possano scegliere liberamente se frequentare questa materia, perché durante l’ora di religione non si fa né il catechismo né tantomeno si prega.

Si cerca invece una risposta alle grandi domande della vita in maniera adeguata all’età, si impara a conoscere la Bibbia, ci si interroga sul mistero di Dio a partire dalla persona e l’opera di Gesù Cristo, si studiano i principi fondamentali della religione cattolica, si approfondiscono le radici culturali e spirituali dell’Italia e dell’Europa, si scoprono gli elementi comuni con le altre religioni del mondo. Così si impara a crescere insieme dialogando e si comprendono meglio la cultura italiana e le sue tradizioni.

Cerchiamo di fare degli esempi. Nel corso dei loro studi gli alunni, italiani e stranieri, cattolici e non cattolici, si troveranno a studiare la Divina Commedia o i Promessi Sposi, in un libro di storia si imbatteranno in pagine dedicate, per esempio, alla Riforma Protestante e al Concilio di Trento, mentre in un testo di arte potrebbero ammirare un’opera come l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Come potranno gli alunni comprendere a fondo tutto ciò, se sono a digiuno di quei principi che l’accordo sopra citato definisce “parte del patrimonio storico del popolo italiano”?

Il volantino permetterà, sinteticamente e facilmente, ad ogni famiglia (che è, lo ricordiamo, l’unico ed esclusivo soggetto che deve compiere tale scelta) di aderire o meno all’IRC in modo consapevole e informato e ci piace pensare che la presenza di alunni non cattolici rafforzi la laicità dell’IRC.

Nulla vieta ad altre conferenze episcopali di ispirarsi o riprendere il volantino che è possibile scaricare qui: http://www.vicariatusurbis.org/scuola/news/DEPLIANT_multilingue_def.pdf

Per approfondimenti o informazioni: www.nicolarosetti.it

(Articolo tratto da Àncora Online, il settimanale della Diocesi di San Benedetto del Tronto)