Chesterton protagonista tra i libri dell'estate

Escono con le edizioni Lindau "The Chesterton Review vol. III" e "Capriole cosmiche"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 230 hits

Gilbert Keith Chesterton protagonista dell’estate con le edizioni Lindau. Due sono i titoli pubblicati del e sul celebre autore britannico, soprannominato “il principe del paradosso”. Escono con la stessa casa editrice che ha pubblicato le sue biografie di san Francesco d’Assisi e san Tommaso d’Aquino, i saggi La Chiesa cattolica, Eretici, Ortodossia, La mia fede, Ciò che non va nel mondo, Il profilo della ragionevolezza, La nuova Gerusalemme, L’uomo comune, L’imputato, La serietà non è una virtù, Quello che ho visto in America, Il pozzo e le pozzanghere, Il racconto del mondo: Chaucer e il medioevo, le opere narrative Il Napoleone di Notting Hill, I paradossi del signor Pond, Lo scandalo di Padre Brown, Uomovivo, e l’Autobiografia.

Si tratta di The Chesterton Review vol. III, terzo volume della rivista del G. K. Chesterton Institute for Faith & Culture in collaborazione con La Civilità Cattolica, distribuita in Italia da Lindau, e di Capriole cosmiche di Annalisa Teggi. Quest’ultimo è un testo che mette in relazione l’autore inglese a Dante.

Si è diffusa l’idea che la Divina Commedia cominci con un uomo perduto in una selva; in realtà, quell’uomo è stato trovato e solo per questo la storia del suo viaggio comincia. Un punto di vista paradossale è un’arma sorprendente nella vita e nella letteratura, ed è ciò che accomuna due scrittori cronologicamente lontani come il medievale Dante e il moderno Chesterton: uno andò all’altro mondo da vivo, l’altro disse che era una cosa dell’altro mondo essere vivo su questa terra. Entrambi miserosotto-sopra cielo e terra, pur di consegnarci uno sguardo di meraviglia sulla realtà. Stare in loro compagnia, passeggiando tra cronaca e letteratura, comporta il salutare rischio di vivere una giornata storta, in cui l’alba parla di fatica e stanchezza, il pomeriggio accende avventure eroiche e il tramonto porta una gioia inaspettata. “Nel mezzo del cammin” di propria vita, ciascuno trova occasioni, incidenti e relazioni imprevedibili: un bambino alle prese con un castello di sabbia è il migliore alleato dei grandi re dell’epica antica, un uomo provato dalla tragedia del terremoto può parlare come Ulisse, il lavoratore e la casalinga non devono stupirsi d’incrociare Hemingway e T. S. Eliot al bar o sull’uscio di casa.