Chi è triste, trova nella Chiesa la "vera gioia"

In occasione dell'Angelus, papa Francesco ricorda che qualunque "grande peccatore", grazie allamore di Dio, può sempre "ricominciare da capo"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 2522 hits

La Chiesa non è un “rifugio per gente triste” ma è la “casa della gioia”. Lo ha detto oggi papa Francesco, affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della recita dell’Angelus.

Nella terza domenica d’Avvento, detta anche domenica Gaudete, ovvero la domenica della gioia  la liturgia, “risuona più volte l’invito a gioire, a rallegrarsi, perché? Perché il Signore è vicino” e “il Natale è vicino”, ha spiegato il Santo Padre.

È per questo motivo che - grazie al messaggio cristiano che è la “buona notizia” per eccellenza e l’“annuncio di gioia per tutto il popolo” - coloro che sono tristi, trovano nella Chiesa “la vera gioia”.

La gioia del Vangelo, infatti, “non è una gioia qualsiasi”, ha proseguito il Papa: essa “trova la sua ragione nel sapersi accolti e amati da Dio” che “viene a salvarci, e presta soccorso specialmente agli smarriti di cuore”.

La venuta di Dio tra gli uomini “irrobustisce, rende saldi, dona coraggio, fa esultare e fiorire il deserto e la steppa, cioè la nostra vita quando diventa arida”, ovvero quando rimane priva dell’“acqua della parola di Dio e del suo Spirito d’amore”.

“Per quanto siano grandi i nostri limiti e i nostri smarrimenti – ha proseguito il Pontefice - non ci è consentito essere fiacchi e vacillanti di fronte alle difficoltà e alle nostre stesse debolezze”: dobbiamo, piuttosto, “irrobustire le mani”, “rendere salde le ginocchia”, “avere coraggio e non temere, perché il nostro Dio ci mostra sempre la grandezza della sua misericordia”.

Grazie al Suo aiuto, “possiamo sempre ricominciare da capo”, anche chi dice: “ne ho fatte tante… Sono un gran peccatore, una grande peccatrice… Io non posso ricominciare da capo!”.

“Sbagli! – è stato il commento di papa Francesco -. Tu puoi ricominciare da capo! Perché? Perché Lui ti aspetta, Lui è vicino a te, Lui ti ama, Lui è misericordioso, Lui ti perdona, Lui ti dà la forza di ricominciare da capo!”.

La “gioia vera” che riceviamo da Dio, ha aggiunto, “rimane anche nella prova, anche nella sofferenza, perché non è una gioia superficiale, ma scende nel profondo della persona che si affida a Dio e confida in Lui”.

Dio mantiene sempre le sue promesse e riporta sulla retta strada quanti sono “nello sconforto”: così “la sua salvezza non tarderà ad irrompere nella loro vita”.

Il Santo Padre ha poi chiesto l’intercessione della Vergine Maria, perché “ci aiuti ad affrettare il passo verso Betlemme, per incontrare il Bambino che è nato per noi” e “ci ottenga di vivere la gioia del Vangelo in famiglia, al lavoro, in parrocchia e in ogni ambiente”.

Tale gioia è una “gioia intima, fatta di meraviglia e di tenerezza”, la stessa “che prova una mamma quando guarda il suo bambino appena nato, e sente che è un dono di Dio, un miracolo di cui solo ringraziare!”.

Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha rivolto un saluto speciale ai bambini di Roma, venuti per la tradizionale benedizione dei "Bambinelli", organizzata dal Centro Oratori Romani. “Cari bambini – ha detto loro il Pontefice - quando pregherete davanti al vostro presepe, ricordatevi anche di me, come io mi ricordo di voi. Vi ringrazio, e buon Natale!”.