Chi non prega per il proprio nemico è un "cristiano sconfitto"

Al termine della messa mattutina a Santa Marta, papa Francesco prega per la Chiesa in Cina

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 718 hits

Sopportare con pazienza e vincere con amore: sono due grazie “proprie di un cristiano”. Lo ha detto stamattina papa Francesco durante la messa celebrata nella cappella della Residenza Santa Marta.

La sopportazione, ha spiegato il Papa, non è una virtù semplice e può riguardare sia difficoltà esterne che “problemi del cuore, dell’anima”. Sopportare, inoltre, non significa “portare addosso una difficoltà” ma, piuttosto, “portarla su”, perché “non ci abbassi”.

Si tratta di una “virtù cristiana”, sovente menzionata da San Paolo. Sebbene la sopportazione sia sempre insidiata dallo “scoraggiamento”, è importante che il cristiano non si rassegni mai e chieda sempre al Signore questa grazia, specialmente “nelle difficoltà”.

L’altra grazia da chiedere è quella di “vincere con amore”: neanche ciò è facile, specie quando si devono affrontare nemici e persone che “ci fanno soffrire tanto” e la tentazione della vendetta è forte. La vera vittoria è però nell’amore, in “quella mitezza che Gesù ci ha insegnato”, ha osservato Francesco.

Nella sua Prima Lettera, San Giovanni Apostolo afferma: “Questa è la nostra vittoria: la nostra fede” (1Gv 5). La nostra fede, ha spiegato il Pontefice, sta proprio “nel crederein Gesù che ci ha insegnato l’amore e ci ha insegnato ad amare a tutti. E la prova che noi siamo nell’amore è quando noi preghiamo per i nostri nemici”.

Nemmeno pregare per i propri nemici è facile, ha aggiunto il Santo Padre, tuttavia coloro che non lo fanno sono dei “cristiani sconfitti”, destinati ad essere “tristi” e “scoraggiati”, proprio perché “non hanno avuto questa grazia di sopportare con pazienza e vincere con amore”.

Chiedendo alla Madonna questa grazia, papa Francesco ha indicato l’esempio delle persone che “hanno fatto questa strada”, in particolare “tanti anziani ed anziane”, tutti con uno “sguardo bello” e una “felicità serena”.

Questo tipo di cristiani così autentici “è bello guardarli”, ha commentato Francesco. “Non parlano tanto, ma hanno un cuore paziente e pieno d’amore. Sanno cosa è il perdono ai nemici, sanno cosa è pregare per i nemici. Tanti cristiani sono così”, ha detto.

Alla messa, cui erano presenti i dipendenti del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, accompagnati dal presidente, monsignor Claudio Celli, ha partecipato anche monsignor Savio Hon Tai-Fai, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, assieme ad alcuni sacerdoti, religiose, seminaristi e laici cinesi.

Oggi, infatti, si celebra la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Per l’occasione, il Santo Padre ha concluso la preghiera dei fedeli con le seguenti parole: “Per il nobile popolo cinese: che il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. La celebrazione eucaristica è stata conclusa da un canto alla Madonna in cinese.