"Chiamati ad essere ambasciatori di speranza cristiana"

Prosegue il Congresso dei laici cattolici dell'Africa, organizzato dal Pontifìcio Consiglio per i Laici in collaborazione con la Conferenza Episcopale del Camerun

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YAOUNDÉ, giovedì, 6 settembre 2012 (ZENIT.org).- E' giunto alla sua terza giornata il Congresso dei laici cattolici dell'Africa, organizzato dal Pontifìcio Consiglio per i Laici in collaborazione con la Conferenza Episcopale del Camerun, sul tema: «Testimoni di Gesù Cristo in Africa oggi. Sale della terra... luce del mondo (Mt 5,13.14)», che ha preso il via lo scorso martedì 4 settembre.

Papa Benedetto XVI ha ricordato ai partecipanti che l'Africa è un continente di speranza, sottolineando le importanti risorse spirituali dei popoli africani: "l'amore alla vita e alla famiglia, il senso della gioia e della condivisione, l’entusiasmo di vivere la fede nel Signore".

Ha quindi ricordato la santa sudanese Giuseppina Bakhita come testimone di speranza. È quanto si legge nel messaggio papale letto dall'arcivescovo mons. Piero Pioppo, Nunzio apostolico in Camerun.

Poco prima dell'apertura dei lavori, colorite melodie africane sono risuonate durante la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Stanisław Ryłko, Presiedente del Dicastero, segnando l'apertura dell'incontro. La Messa ha visto insieme clero e laici invocare la guida di Dio all'inizio del Congresso per mettere in risalto l'importante ruolo dei laici nella Chiesa cattolica.

Nella sua omelia il card. Rylko ha ricordato ai delegati e a tutti i partecipanti alla Messa l'importante mandato missionario di Gesù Cristo. "Siete giunti qui da tutto l'immenso continente africano per ascoltare di nuovo il messaggio di Cristo con rinnovato zelo e impegno. Noi siamo la Chiesa, e la Chiesa è missionaria per natura, in tutti i suoi membri. L'evangelizzazione non è un'attività secondaria. È la ragione più profonda della sua esistenza" ha detto il cardinale.

Ha inoltre sottolineato l'importante ruolo dei fedeli laici nella missione di evangelizzazione della Chiesa, speigando che proprio a causa della "natura secolare" della loro vocazione, sono loro il "lievito" evangelico, il "sale della terra" e la "luce del mondo".

Più tardi, nella sala delle conferenze, il cardinale Ryłko si è rivolto ai partecipanti provenienti dai numerosi paesi dell'Africa, dicendo loro che il Congresso vuole ascoltare ciò che lo Spirito dice alla Chiesa che è in Africa oggi, esprimendo anche il desiderio di comprendere l'attuale scenario sociale, culturale, come anche economico e politico nel quale la Chiesa africana è chiamata a realizzare la sua missione di evangelizzazione.

Il cardinale Ryłko ha anche fatto presente che, malgrado la povertà, l'Aids, i fondamentalismi e altre esperienze negative risultanti dalla crisi della modernità, l'Africa è un continente di grandi risorse spirituali, che il presente Congresso vuole riscoprire e valorizzare. Ha quindi richiamato le parole di Benedetto XVI che ha affermato che l'Africa è un grande "polmone spirituale" per l'umanità che sembra in crisi di fede e di speranza. Ha quindi sottolineato la vitalità della Chiesa in Africa, metendo in risalto la sua giovinezza e la creatività di questa minoranza cattolica nel continente. "Il mondo ha bisogno dell'Africa, e può imparare molto dall'Africa", ha infine detto il cardinale Ryłko.

Un ministro rappresentante del Presidente della Repubblica del Camerun ha portato un messaggio di benvenuto ai delegati del Congresso, e il sindaco di Yaoundé, ricordando alcuni altri eventi ecclesiali ospitati dalla città, ha detto che per il governo camerunese "Yaoundé è divenuta la capitale africana della Chiesa cattolica".

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