Chiara Lubich “rivela” al primate della Comunione anglicana la chiave del dialogo interreligioso

L’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, riceve la fondatrice dei Focolari

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LONDRA, mercoledì, 30 mercoledì 2004 (ZENIT.org).- La “figura di Gesù abbandonato è il modello” per comprendere e realizzare il dialogo interreligioso, ha affermato la fondatrice del movimento dei Focolari, Chiara Lubich, durante l’incontro del 15 giugno scorso a Londra con il Primate della Comunione anglicana, l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams.



Tre giorni dopo, nella capitale britannica, un incontro promosso dai Focolari e al quale era presente anche la fondatrice del movimento, intitolato “Immagina un mondo… arricchito dalla diversità” – che ha visto partecipare più di 2.000 persone, tra le quali esponenti cristiani, musulmani, buddisti e sikh – ha sottolineato l’impegno comune dei Cristiani delle diverse Chiese e comunità ecclesiali, così come dei fedeli delle varie religiosi, a costruire un mondo di pace ed unità nella fratellanza.

Proprio a Londra – dove si trovava in occasione del premio Templeton per il Progresso della Religione – Chiara Lubich nel 1977 ha dato un impulso decisivo al dialogo interreligioso, in cui ora il movimento dei Focolari è impegnato nei cinque continenti.

Nel suo recente viaggio in Inghilterra, il primo appuntamento di Chiara Lubich a Londra è stato l’udienza che le ha concesso al Lambert Palace l’arcivescovo di Canterbury.

“L’arcivescovo Williams era particolarmente interessato alla nostra esperienza del dialogo interreligioso. Mi ha chiesto quale era il nostro segreto”, ha spiegato la Lubich in una conferenza stampa successiva.

“Mi sono richiamata alla Novo Millennio Ineunte, dove il Papa approfondisce il mistero di Gesù che in Croce grida: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’ – ha aggiunto –. Gesù, dopo che ha perduto la madre, i discepoli e la sua stessa vita, ha perso anche il senso dell’unità con il Padre che era tutto per lui. Gesù si è ridotto a nulla”.

“Questo è un punto della nostra spiritualità di comunione che ci insegna, di fronte a persone di altre religioni, a essere ‘niente’, ‘nulla di amore’, per ‘entrare’ in loro, perché – come è stato detto – bisogna ‘saper entrare nella pelle dell’altro’, sino a capire che cosa significa per loro essere Buddisti, Musulmani, Indù. Ma non si può entrare nell’altro se non si è niente. Allora la figura di Gesù abbandonato è il modello”, ha spiegato la Lubich.

Durante il loro incontro, Chiara Lubich e l’arcivescovo Williams hanno parlato anche di altri temi: “del movimento ecumenico, dell’impegno che ci siamo assunti – insieme a molti altri movimenti cattolici, anglicani, evangelici e ortodossi – di contribuire a realizzare il sogno del Papa, un’Europa dello Spirito, della teologia che si sta delineando alla luce della spiritualità dell’unità”, ha proseguito la Lubich, secondo quanto riportato da una nota diffusa lunedì dal movimento.

L’opera ecumenica del movimento dei Focolari con la Chiesa anglicana risale al 1965, quando alcuni ministri anglicani parteciparono ad un incontro tra Cattolici ed Evangelici-Luterani avvenuto a Grottaferrata, nei pressi di Roma.

A Londra, nel 1966, a Lambert Palace, l’allora Primate della Chiesa d’Inghilterra, l’arcivescovo Michael Ramsey, in un incontro con Chiara Lubich le disse: “Vedo la mano di Dio in quest’opera” e la incoraggiò a diffondere la spiritualità del Movimento nella Chiesa d’Inghilterra. Anche i suoi successori – Coggan, Runcie e Carey – ricevettero la Lubich.

In Gran Bretagna, il Movimento dei Focolari si è sviluppato non solo tra i Cattolici, ma anche tra Anglicani, Presbiteriani, Metodisti e Battisti. L’unità, nucleo di spiritualità dei Focolari, interessa particolarmente gli Anglicani.

Callan Slipper, teologo e ministro della Chiesa anglicana, membro del movimento focolarino, presente anch’egli all’udienza del 15 giugno scorso, ha riconosciuto di essere rimasto molto colpito dalla “qualità del rapporto tra Chiara e l’arcivescovo” di Canterbury.

“L’arcivescovo aveva un atteggiamento di profonda apertura, l’intelligenza di chi sa ascoltare e apprezzare. Quest’atteggiamento si vedeva dal primo momento, quando, dopo che Chiara ha nominato tutti i vari Primati della Chiesa d’Inghilterra che ha conosciuto, ha detto scherzosamente: ‘Allora, lei conosce la Chiesa d’Inghilterra meglio di me!’”.

Per ulteriori informazioni: www.focolare.org