Chiara "Luce" Badano: nella sofferenza amare di più!

Storia di una ragazza così salda nella fede da sopportare il calvario di una malattia mortale senza perdere l'entusiasmo e la gioia per la vita

Roma, (Zenit.org) Francesco Andrea Allegretti | 607 hits

Si sa che di ogni uomo il Signore fa strumento per diffondere la bellezza e la gioia della fede cristiana. Di alcuni, però, fa dei veri e propri capolavori, come nel caso dei santi e dei beati. Tra questi scopriamo la giovane Chiara Badano, appartenente al movimento dei Focolari, beatificata a Roma nel 2010 e soprannominata “Luce” dalla fondatrice Chiara Lubich.

Chiara Badano nasce a Sassello nel 1971. All’età di nove anni entra nel movimento dei Focolari. Dopo il trasferimento a Savona per frequentare il liceo classico, nel 1989 viene ricoverata per un tumore maligno osseo con metastasi, in seguito a dei dolori riscontrati mentre giocava a tennis. Durante la malattia Chiara donerà i suoi risparmi ad un amico per una missione in Benin, che in seguito finanzierà anche con il ricavato dalle vendite di alcuni suoi lavoretti. Nel 1990, sapendo che si stava avvicinando l'incontro con Gesù, la ragazza prepara il suo funerale come se stesse preparando le sue nozze. Chiede infatti alla madre di farle indossare per quel giorno un vestito bianco come una sposa che va incontro al suo “Sposo”. Il 7 ottobre 1990 Chiara “Luce” torna alla casa del Padre.

In un mondo in cui i giovani sono attratti dalle vane gioie terrene, Chiara “Luce” è un limpido esempio di amore, non verso il materialismo e il peccato, ma verso il bene, verso Gesù. La vita di Chiara “Luce” è divenuta esemplare per i giovani fin dal momento in cui decise di essere portatrice di un ideale rimasto vivo tra tutti coloro che le sono stati accanto: dedicarsi all’Unico indispensabile. La giovane ha saputo vivere la fede in maniera straordinaria accettando la sua malattia e rimanendo, nonostante ciò, in una condizione di grande felicità con il Signore, testimoniata dal suo sorriso che non mancava mai e che le valse il soprannome dalla Lubich.

Chiara “Luce” è stata una ragazza salda nella roccia della fede che ha portato sulle sue spalle la croce dei peccati dei giovani di oggi. Così, prima di affrontare il suo Calvario, ha passato un lungo periodo nell’orto degli ulivi come Gesù: qui ha combattuto con la malattia e con il male, che le si è presentato per sottrarla all’immenso amore di Cristo. A queste tentazioni, che le avrebbero garantito la salute ma che, allo stesso tempo, la avrebbero allontanata da Cristo, si è sovrapposta la scelta del bene: incoraggiata dalla Vergine Maria, della quale sentiva la presenza (sino a vederla in sala operatoria), Chiara “Luce” ha preferito la morte anzi, ha preferito la resurrezione, la gioia eterna.

Oggi questa giovane testimone del Vangelo è in Paradiso, da dove ci invita a percorrere la strada della santità, a donare la nostra vita al Signore, a camminare con Lui sulla retta via. I giovani dovrebbero prendere esempio da questa ragazza semplice e colma della Luce dello Spirito Santo, seguendola nel cammino di conversione al bene che lei ha percorso fino in fondo, bruciando se stessa, ma donando la luce di Cristo per illuminare la vita degli altri.