Chiavi per scoprire chi vuole imporre un “laicismo escludente”

Secondo l’Arcivescovo di Valencia (Spagna), monsignor García Gasco

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VALENCIA, domenica, 10 dicembre 2006 (ZENIT.org).- Critiche verso qualsiasi posizione della Chiesa, tentativi di impedire la manifestazione pubblica del credo cristiano, eliminazione dei simboli religiosi: sono alcune piste che permettono di evidenziare il “laicismo escludente”, ha avvertito l’Arcivescovo di Valencia (Spagna).



La lettera di questa settimana di monsignor Agustín García Gasco avverte che ci sono gruppi interessati ad escludere la religione cattolica, secondo quanto diffuso dall’agenzia “Avan” dell’Arcivescovado valenciano.

Il testo denuncia i tentativi di “imporre il laicismo escludente” per “escludere la religione e soprattutto la confessione cattolica da qualsiasi manifestazione pubblica, negando il diritto di espressione e allontanandola da qualsiasi dialogo”.

Ci sono, tuttavia, delle chiavi che permettono di “scoprire chi, sotto l’etichetta della laicità, in realtà vuole imporre il ‘laicismo escludente’ come se si trattasse di una nuova religione statale”, ha sottolineato.

Tra queste piste ci sono “la critica continua di qualsiasi posizione che provenga dalla Chiesa, il tentativo di far sì che i cristiani non possano manifestare in pubblico il proprio credo, l’eliminazione di segni e simboli religiosi o la riduzione del credo alla ‘sfera privata della persona’, privando il cristianesimo della sua inerente dimensione sociale”.

“Noi cattolici lo proclamiamo chiaramente – ha ricordato il presule –: Chiesa e Stato sono due sfere diverse”, e la dottrina sociale cattolica “non vuole concedere alla Chiesa un potere sullo Stato, né tanto meno imporre a quanti non condividono la fede le sua prospettive e i suoi stili di comportamento”.

La laicità dello Stato, però, dovrebbe essere “rispettosa di tutte le confessioni religiose e ricettiva nei confronti del dialogo”, ha spiegato.

“Lo Stato non può imporre la religione – ha sottolineato –, ma deve garantire che i seguaci delle varie religioni vivano in pace e libertà”, e “la Chiesa ha la sua indipendenza e vive la sua forma comunitaria basata sulla fede, che lo Stato deve rispettare”.