"Chiedo scusa ai malati del Gemelli per forfait. Bisogna accettare fragilità"

In un video messaggio, Francesco spiega il motivo della sua assenza alla visita dello scorso 27 giugno e ricorda che il periodo di riposo estivo diventa un tempo difficile per anziani e malati

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 405 hits

È andato in onda questa mattina, in diverse trasmissioni televisive e in modo del tutto inaspettato, un video messaggio in cui Papa Francesco chiede scusa ai malati del policlinico Gemelli di Roma e a tutto il personale medico e paramedico per lo scorso 27 giugno, quando la sua visita programmata nell’ambito delle celebrazioni per il 50.mo di fondazione del nosocomio romano, saltò all'ultimo momento per una improvvisa indisposizione del Pontefice. 

"So che tutto era stato preparato con entusiasmo e passione anche per ricordare il 50° dell'inaugurazione a Roma del Policlinico Universitario 'Agostino Gemelli' annesso alla facoltà di Medicina e chirurgia. Tutto era pronto. Anzi, come avete potuto vedere, i miei più stretti collaboratori erano già al Gemelli, ma un forte mal di testa è andato peggiorando e si è aggiunta anche nausea", dice il Santo Padre nel messaggio. E aggiunge: "Comprendo il dispiacere non solo dei responsabili ma anche di tutti coloro che hanno lavorato con tanto sforzo e passione. Comprendo soprattutto la delusione dei malati già pronti per poter pregare insieme durante la Santa Messa che avrei voluto salutare personalmente".

"Sappiate che ho desiderato molto l’incontro con voi - assicura il Papa - ma, come ben sapete, noi non siamo padroni della nostra vita e non possiamo disporre a nostro piacimento. Dobbiamo accettare le fragilità. Con me coltivate la fiducia che solo in Dio sta la nostra forza".

Nel video, Francesco saluta anche l’assistente generale dell’Università cattolica, mons. Claudio Giuliodori, e il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano e presidente dell'Istituto Toniolo, che in quell'occasione celebrò la Messa al posto suo nel piazzale dell'ospedale.

Si rivolge poi a tutti coloro che d'estate ''partono per riposarsi un poco". "Le vacanze sono anche un momento per stare con Gesù per un tempo più prolungato, rileggendo alcune pagine del Vangelo, riposarsi", afferma il Pontefice. Ma ricorda pure che esse "diventano un tempo difficile per gli anziani e i malati che restano più soli e trovano con maggiore difficoltà i servizi di cui hanno bisogno", soprattutto nelle grandi città.

"Così il tempo del riposo è anche quello in cui le difficoltà della vita sembrano diventare più forti'', osserva il Papa. Indirizza poi ancora una volta il suo pensiero ai malati "accuditi con amore e professionalità dal personale medico e paramedico del Gemelli": "Coltivate nella preghiera il gusto delle cose di Dio, siate testimoni che solo in Dio è la vostra forza", è la sua esortazione per tutti coloro che sperimentano "la fragilità del corpo".

Proprio in virtù di questa sofferenza, dice Bergoglio, "potete testimoniare con forza alle persone che vi stanno accanto, come il bene prezioso della vita è il Vangelo, l’amore misericordioso del Padre e non i soldi o il potere". Infatti - aggiunge - "anche quando una persona è, nelle logiche mondane, importante, non può aggiungere un solo giorno alla propria vita".

Al termine del video messaggio, il Papa ringrazia tutto il personale amministrativo e le migliaia di persone che sono giunte al Gemelli dalle sedi italiane dell’Università Cattolica: Milano, Brescia, Piacenza-Cremona. "A tutte queste persone - dice - il mio grazie personale e sappiate che so quanta dedizione e quanta passione mettete per il vostro lavoro". 

Le parole del Vescovo di Roma hanno emozionato la comunità del Gemelli e dell'Università del Sacro Cuore che in una nota ha espresso profonda gratitudine al Papa "per il pensiero e le parole che ha voluto dedicare agli ammalati e a tutti coloro che sono impegnati nella ricerca e nell'assistenza medica".

"Lo sguardo rivoltoci dal Santo Padre - si legge nel comunicato - dona speciale valore alla ricorrenza del cinquantesimo anno dalla fondazione del Policlinico e infonde rinnovata energia nel proseguire l'opera appassionatamente voluta da Padre Gemelli, nell'attesa di poter presto accogliere Papa Francesco nell'abbraccio della nostra intera comunità". (S.C.)

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