Chiesa e ambiente: partito il progetto "Chiesaecologica"

Al via la prima ricerca mondiale sulla sostenibilità ambientale delle parrocchie italiane. Nell'ambito dell'iniziativa anche "Bolletta buona", progetto di Metaenergia per l'alimentazione scolastica

Roma, (Zenit.org) Redazione | 391 hits

È partito Chiesaecologica, il primo progetto di ricerca al mondo per capire quanto sono diffusi i concetti della sostenibilità ambientale nelle parrocchie italiane. Tutto parte dal Cesab, il Centro di ricerche interuniversitario in scienze ambientali e biotecnologie, che ha promosso questa attività di studio con l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, l'Università Lumsa, la Pastorale universitaria del Vicariato di Roma, e la partnership di ZENIT, la Fondazione Steadfast, le società Tegma e Metaenergia.

Proprio Metaenergia devolverà ad ogni nuovo cliente una parte a sostegno del programma di alimentazione scolastica promosso dal World food programme Italia nel mondo. Grazie al progetto i bambini riceveranno pasti nutrienti per un'intera settimana a scuola, garantendo quindi anche l'educazione. L'iniziativa porta il nome "Bolletta buona, energia per la vita". Partita questo mese, durerà fino a luglio 2014 e rientra nel progetto Chiesaecologica. 

Per saperne di più, ZENIT ha intervistato il professor Ercole Amato, presidente del Cesab.

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Professor Amato, perché nasce il progetto Chiesaecologica?

Amato: Stimolati dalla dottrina sociale della Chiesa, dalle parole dei papi Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ora dal pensiero altrettanto illuminato di Papa Francesco abbiamo deciso di studiare, analiticamente, il livello di diffusione tra le comunità parrocchiali dei concetti relativi alla Salvaguardia del Creato e all’Ecologia Umana, secondo gli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa, stimolando i parroci ad applicare tali concetti nel concreto attivando processi virtuosi nella gestione dei beni ecclesiastici. Iniziamo da Roma incontrando i parroci del territorio. Andranno da loro alcuni ricercatori che li intervisteranno e cercheranno di studiare l'approccio ai temi dell’ecologia, umana e naturale, e, in generale, della sostenibilità ambientale, da parte dei parroci e del mondo cattolico che ruota attorno alle parrocchie italiane. E' un progetto che tocca diversi ambiti, dalla comunicazione allo sviluppo ambientale.

Qual è il ruolo del Vicariato di Roma in questo progetto?

Amato: Monsignor Lorenzo Leuzzi, responsabile della Pastorale Universitaria, ha creduto sin da subito a questo progetto. Lo ringraziamo perché testimonia ancora una volta la vivacità, anche sul fronte della ricerca scientifica e accademica, di una istituzione come il vicariato.

Perché partite da Roma in questa ricerca?

Amato: Non potevamo non partire dalla culla della cristianità. Nel progetto sono coinvolti due atenei: uno d'ispirazione cattolica, la Lumsa, l'altro della Santa Sede, il Regina Apostolorum. E' proprio la proiezione internazionale dell'Ateneo pontificio che ci porterà ad avere sviluppi futuri interessanti anche all'estero. La Chiesa non ha confini e abbiamo tutto l'interesse a fare in modo che ci siano dati sempre più attendibili sul fronte dello sviluppo sostenibile nei luoghi religiosi.

A quando i primi dati?

Amato: Già a fine anno avremo i primi dati statistici. Li presenteremo in un convegno che realizzeremo all'Ateneo pontificio Regina Apostolorum. Forniremo un utile strumento di studio a quanti, soprattutto del clero, si trovano ogni giorno a consigliare e invitare i propri fedeli a uno stile di vita più cristiano e, dunque, più sostenibile. Sarà per i parroci un utile vademecum. Anzi, invito chi è interessato a saperne di più a scriverci all'indirizzo email chiesaecologica@cesabricerche.it. Il progetto di ricerca è ben definito ma anche aperto a stimoli continui che possano venire dal mondo della Chiesa.